Tutti i dettagli dell'avviso "Crescere nei piccoli Comuni 2026"

02 Settembre 2026 - 12:15
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lentepubblica.it

50 milioni di euro per riportare servizi, occasioni educative e relazioni nei territori più piccoli d’Italia. È questo l’obiettivo dell’avviso “Crescere nei piccoli comuni 2026”, pubblicato dal Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri.


Una misura che parla direttamente ai Comuni con una popolazione non superiore a 5mila abitanti e che mette al centro un tema spesso evocato, ma non sempre accompagnato da strumenti concreti: rendere i borghi e le realtà periferiche luoghi nei quali crescere, vivere e costruire legami sia ancora possibile.

Gli enti interessati hanno tempo fino al 29 settembre 2026 per trasmettere la manifestazione di interesse. La partecipazione è possibile sia individualmente sia in forma associata, attraverso una convenzione tra amministrazioni. Il finanziamento attinge al Fondo per le politiche della famiglia 2026 e punta a sostenere interventi rivolti soprattutto a bambini, adolescenti e nuclei familiari, senza dimenticare il valore degli scambi tra generazioni.

Piccoli Comuni, una risposta alla fragilità dei territori

Nei centri con pochi abitanti, la distanza non è soltanto geografica. Può diventare distanza dai servizi, dalle attività per i più giovani, dalle opportunità di incontro e perfino dalla possibilità di immaginare un futuro nel proprio paese. Quando mancano spazi di aggregazione, iniziative culturali, proposte sportive o percorsi educativi accessibili, le famiglie tendono a percepire il territorio come meno adatto alla quotidianità e, nel lungo periodo, aumenta il rischio di spopolamento.

L’avviso “Crescere nei piccoli comuni” affronta proprio questo nodo. Non si limita a prevedere una generica iniezione di risorse, ma indirizza i fondi verso attività capaci di incidere sulla qualità della vita locale. La chiave di lettura della misura, infatti, non è solo assistenziale: rafforzare una comunità significa creare occasioni nelle quali le persone possano conoscersi, collaborare e sentirsi parte di un contesto vivo.

Per un Comune di dimensioni ridotte, anche un progetto ben costruito può avere effetti rilevanti. Un laboratorio pomeridiano, un’attività sportiva condivisa, un’iniziativa culturale o un percorso extrascolastico possono diventare servizi essenziali, soprattutto dove l’offerta privata è limitata o distante diversi chilometri. In questa prospettiva, i 50 milioni stanziati assumono un valore che va oltre la singola iniziativa: possono aiutare le amministrazioni a ricostruire una rete di prossimità.

Le due linee di intervento previste dall’avviso

La manifestazione di interesse consente ai Comuni di indicare una o entrambe le linee di azione previste. La prima riguarda le attività educative, ricreative, culturali, sportive e di socializzazione rivolte a bambini e adolescenti, con un’attenzione particolare alla fascia compresa tra 0 e 14 anni.

È un ambito molto ampio, che permette agli enti locali di ragionare sulle esigenze reali delle proprie comunità. Ogni territorio presenta criticità differenti: in alcuni casi può mancare un’offerta per il tempo libero dei più piccoli; altrove il problema è l’isolamento degli adolescenti o l’assenza di luoghi nei quali svolgere attività dopo la scuola. L’impostazione dell’avviso lascia quindi spazio a proposte aderenti alla realtà locale, purché coerenti con le finalità individuate.

La seconda linea è dedicata alle iniziative intergenerazionali, all’aggregazione e alle attività extrascolastiche finalizzate a favorire il passaggio di competenze ed esperienze tra persone di età diverse. Non si tratta soltanto di organizzare eventi per anziani e giovani nello stesso spazio: l’obiettivo è costruire occasioni autentiche di scambio, nelle quali la memoria, le competenze pratiche e le conoscenze del territorio possano incontrare linguaggi, bisogni e sensibilità delle nuove generazioni.

Nei piccoli paesi, dove i rapporti di vicinato hanno ancora un peso importante, questa impostazione può tradursi in un’opportunità concreta. Gli anziani rappresentano spesso un patrimonio di esperienze e saperi; bambini e ragazzi possono contribuire con nuovi strumenti e punti di vista. Mettere in relazione queste risorse significa anche contrastare solitudine e frammentazione sociale.

Chi può partecipare e come presentare la manifestazione di interesse

Possono aderire all’avviso i Comuni italiani fino a 5mila abitanti. L’ente può candidarsi autonomamente oppure in forma associata. In quest’ultimo caso, la partecipazione passa attraverso una convenzione stipulata ai sensi dell’articolo 30 del Testo unico degli enti locali, con l’indicazione di un Comune capofila.

La procedura va seguita con attenzione, perché il Dipartimento mette a disposizione un modulo di compilazione guidata da utilizzare esclusivamente online. Il modello richiede i dati del dichiarante, dell’ente interessato, della PEC istituzionale e, qualora si partecipi in forma aggregata, delle amministrazioni che sottoscrivono la convenzione.

Al termine della compilazione il sistema consente di generare e scaricare il PDF. Il documento dovrà essere controllato, firmato digitalmente in formato PAdES e inviato tramite posta elettronica certificata. Nel caso in cui la domanda sia presentata da un soggetto delegato, occorre allegare anche l’atto di delega.

La manifestazione di interesse firmata deve essere trasmessa entro il 29 settembre 2026 all’indirizzo PEC crescereneipiccolicomuni@pec.governo.it. Nell’oggetto della PEC va riportata la dicitura “CPC2026”. È opportuno non ridursi agli ultimi giorni, così da avere il tempo necessario per verificare la corretta generazione del file, la firma digitale e gli eventuali allegati.

Un’occasione da cogliere anche in forma associata

La possibilità di partecipare insieme ad altri enti merita particolare attenzione. Nei territori nei quali i Comuni confinanti condividono servizi, scuole, trasporti o bacini di utenza, una progettazione associata può rendere le attività più solide e accessibili. Un’iniziativa pensata per una singola comunità rischia infatti di avere un raggio ristretto; un progetto coordinato può invece raggiungere un numero maggiore di famiglie e valorizzare strutture, associazioni e competenze già presenti nell’area.

Il punto decisivo sarà trasformare l’opportunità finanziaria in un percorso che non resti isolato. L’avviso offre risorse, ma spetta alle amministrazioni costruire proposte capaci di lasciare una traccia: spazi frequentati, relazioni più forti, attività utili anche dopo la chiusura del progetto. Per i piccoli Comuni, investire nei legami sociali può essere una delle forme più concrete di investimento sul futuro.

Per chiarimenti è possibile scrivere all’indirizzo supportoavvisocpc@governo.it. Il modulo per presentare la manifestazione di interesse è disponibile sul portale del Dipartimento per le Politiche della famiglia.

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