Tutto il fascino del faro (in versione deluxe): Capel Rosso sull’Isola del Giglio

Prima traghetto, poi sentiero e infine mare aperto, il faro sull’estremo sud dell’Isola del Giglio propone un soggiorno raccolto, con quattro suite, cena inclusa e una nuova dimensione del relax all’aperto
Faro Capel Rosso lancia la sua proposta estiva per vivere l’Isola del Giglio in modo slow e rilassante fin dal viaggio. Per raggiungere il faro si prende il traghetto che salpa da Porto Santo Stefano verso Giglio Porto, un’ora circa di navigazione; da qui, il pacchetto include il trasferimento in auto per l’andata, dal porto dell’Isola fino all’inizio del Sentiero 303. Il ritorno, quando le condizioni del mare lo consentono, può invece trasformarsi in un’esperienza ancora più intensa e da ricordare: in gommone, dall’attracco di Faro Capel Rosso fino a Giglio Porto. Un modo diverso per lasciare il promontorio, guardandolo dal mare dopo averlo abitato da vicino.
Anche la geografia del viaggio contribuisce a definire il carattere della destinazione.
Gli aeroporti più vicini sono Roma Fiumicino e Pisa, entrambi a circa due ore di auto da Porto Santo Stefano. Da Firenze, Porto Santo Stefano dista circa due ore e mezza in auto, mentre per chi arriva in treno la stazione di riferimento è Orbetello, a circa 15-20 minuti dal porto. Esiste anche una modalità di accesso ancora più diretta e riservata: si può arrivare via mare, sbarcando direttamente al vecchio molo della Marina presso Faro Capel Rosso e risalendo poi i 200 gradini scavati nel granito rosso. In loco è presente anche un’area di atterraggio per elicotteri, soggetta alle regolamentazioni di volo dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Il profilo della torre non è ancora visibile quando ci si addentra lungo il Sentiero 303, un tratto di circa 800 metri, pari a una decina di minuti di cammino, che attraversa la macchia mediterranea. Non è un accesso scenografico costruito per stupire, ma un vero percorso di avvicinamento: il tracciato è sterrato, richiede calzature adeguate e si presta a essere affrontato con un bagaglio leggero, preferibilmente un daypack. È un dettaglio pratico, ma anche una dichiarazione di tono: a Faro Capel Rosso si arriva leggeri, lasciando qualcosa alle spalle, a partire dalla fretta.
Una volta giunti, il faro conserva la sua misura raccolta, pur aprendo lo sguardo su un ampio orizzonte fatto di mare e cielo. La proposta include il pernottamento in una delle quattro suite, con colazione e cena. Gli ambienti, restaurati nel rispetto dell’identità originaria, mantengono un carattere sobrio definito da pietra, legno e granito, in continuità con il promontorio che li ospita. L’ospitalità non cerca effetti, ma equilibrio: pochi spazi, luce, silenzio e una relazione costante con il paesaggio.
La ristorazione riflette una cucina che dialoga con la tradizione gigliese e con i sapori dell’entroterra toscano, seguendo stagionalità e disponibilità delle materie prime. Non un menu fisso da resort, ma una tavola pensata per accompagnare il ritmo del luogo.
Da quest’anno, l’esperienza si arricchisce anche con due vasche idromassaggio all’aperto, affacciate sul mare, da dove guardare l’orizzonte immersi nell’acqua calda. Il soggiorno può poi proseguire con una breve escursione guidata nei dintorni della struttura, lungo il percorso che conduce verso il vecchio molo della Marina Militare, tra pietra, vento e vegetazione mediterranea.
A chiudere il soggiorno ci si può regalare un momento individuale di meditazione sulla terrazza del faro al tramonto, quando la luce si abbassa e il paesaggio si trasforma, con l’accensione della lanterna.
La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.
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