Tutto quello che ancora dobbiamo sapere sull’acido ialuronico

Maggio 03, 2026 - 23:31
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Tutto quello che ancora dobbiamo sapere sull’acido ialuronico

NON È UN MIRACOLO. La moltiplicazione dell’acido ialuronico nelle formule cosmetiche è il frutto di anni di ricerche scientifiche con un obiettivo. Assicurare idratazione non solo in superficie, ma in tutti gli strati della pelle e più a lungo. Facciamo un passo indietro. Isolato per la prima volta nel 1934 da due ricercatori della Columbia University di New York, oggi l’acido ialuronico è l’attivo più conosciuto dai consumatori e il più “democratico”.

Come dissolvere i filler di acido ialuronico, quando non piacciono più?

Non fa differenze né di età, né di sesso, né di stagione. Sotto forma di filler è il protagonista dei trattamenti rimpolpanti della medicina estetica; fulcro di oltre 1.500 pubblicazioni scientifiche resiste alle mode, anche dopo l’avvento di collagene e retinolo. «Si tende a considerarlo come un unico ingrediente, ma in realtà è più corretto definirlo una vera e propria famiglia di molecole con diversi pesi e diverse funzioni», sottolinea Camilla D’Antonio, farmacista, fondatrice e direttrice scientifica di Miamo. «Utilizzarne uno solo significa limitarne l’azione a un unico livello cutaneo, ottenendo quindi un beneficio parziale». Meglio approfondire.

L’acido ialuronico ha i dalton contati

Non spaventatevi di fronte a sieri e creme che schierano da sette a 14 tipi di acido ialuronico. «In cosmetica non esiste una classificazione rigida, ma si lavora con più categorie, ciascuna con proprie caratteristiche funzionali», prosegue D’Antonio. Eccole: il peso molecolare è definito alto sopra il milione e mezzo di dalton (unità di misura della massa atomica), medio attorno al milione e basso sotto i 900mila dalton.

Foto Getty Images

«I pesi più alti agiscono in superficie, formando un film che aiuta a ridurre la perdita d’acqua», ribadisce la founder di Miamo. «I più bassi penetrano in profondità nell’epidermide, migliorando compattezza ed elasticità».

Quali sono le giuste dosi?

Prendiamo atto di una realtà: «L’acido ialuronico (HA, ndr) è naturalmente presente nella pelle, ma con l’età le riserve diminuiscono provocando perdita di luminosità e di elasticità, grana irregolare e primi segni», sottolinea Marie-Caroline Renault, vicepresidente innovazione globale di RoC. Quanto ne deve reintegrare un prodotto per garantire risultati visibili? «Non esiste una concentrazione minima universalmente definita oltre la quale un soin può dirsi incisivo», risponde Massimo Milani, direttore medico Cantabria Labs Difa Cooper. «In cosmetologia, l’efficacia idratante è stata documentata già con formulazioni allo 0,1 per cento fino a un massimo del 2 per cento». Ma la percentuale da sola non basta.

Il giusto mix di ingredienti

Dal punto di vista scientifico non conta solo quanto HA è presente, ma anche di quale tipo. La letteratura mostra che il comportamento cutaneo cambia in base al peso molecolare dell’attivo e che una concentrazione più alta non equivale automaticamente a una maggiore efficacia clinico-cosmetica. E integrarlo in purezza, anche se trattiene fino a mille volte il suo peso in acqua, non sempre basta. «In RoC lo usiamo, per esempio, combinato al retinolo: mentre il primo rimpolpa e idrata, il secondo rinnova la pelle. Ma anche con peptidi pro-collagene con l’obiettivo di massimizzare l’effetto rimpolpante», dice Renault. Poi c’è la corrente green, che gli associa antiossidanti naturali come lo zafferano o l’acqua cellulare di edulis per l’auto-idratazione.

Fuori zona: le aree di applicazione

Foto Getty Images

Lo ialuronico è estremamente versatile anche sul fronte delle aree di applicazione. «Sul viso è particolarmente efficace nelle zone più soggette a disidratazione e perdita di elasticità, come contorno occhi, fronte, zigomi, solchi nasolabiali, dove contribuisce a migliorare levigatezza e compattezza», precisa D’Antonio.

Un’area spesso sottovalutata è quella delle labbra. «Non fermatevi, però, lì. Collo e décolleté, più fragili e meno ricchi di ghiandole sebacee, beneficiano molto dell’azione idratante di questo attivo, così come le mani, tra le prime a mostrare segni», conclude l’esperta.

Le formule cosmetiche vincenti

Foto Simone Agostoni

Jaluronius Cream B Complex di Cosmetici Magistrali idrata con HA e calma con Vitamina B9 e B12 (50 ml, euro 43,90). In gocce, Hydra Essence Serum di Gold Collagen Louis elasticità con otto tipi di ialuronico più pantenolo (30 ml, euro 42). Poli-Hyluronic 14+ Fusion Cream di Miamo, con oltre 14 pesi molecolari in sette forme, ha un effetto layering (50 ml, euro 59,50). Hyluron-Filler +3x Effect di Eucerin rimpolpa, leviga e rinforza la barriera con glicerina e pro-vitamina B5 (30 ml, euro 29,30). Prêt-à-porter, Hydra+ Hyaluronic Repulpant Intense Sérum Stick di RoC disseta per 100 ore con sette forme di ialuronico (30 gr, euro 42). Con cinque tipi di acido ialuronico più NCEF, il siero Hyalu-Filler di Filorga rimpolpa e leviga (30 ml, euro 64). HA Multirepair, siero viso di Rilastil , riequilibra il livello idrico con cinque tipi di ialuronico e pre e post biotici (30 ml, euro 59,90). Raggiunge tutti gli strati epidermici: Siero Idratazione Profonda HA Hero di Diego Dalla Palma (30 ml, euro 62). Il soin idratante intenso Hydra Water-Plump di Yves Rocher agisce giorno e sera con Bi-Hyaluron (75 ml, euro 24,95).

 

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