Tuttosport - Vlahovic si è sentito tradito dalla Juventus: tutti i retroscena dell'addio dal rapporto con Comolli alla fascia di capitano fino al messaggio ai tifosi
La ricostruzione delle ultime settimane da bianconero del serbo.
Dall'omaggio a Nedved all'addio, passando per il sogno Pallone d'Oro. La parabola di Vlahovic alla Juve si avvia alla conclusione. Proprio quel serbo che, per molto tempo, sullo sfondo del suo cellulare faceva bella mostra di una fotografia che lo ritraeva nel suo primo giorno da giocatore della Juventus, accanto al Pallone d'Oro conquistato da Pavel Nedved. Un'immagine simbolo di un sogno che che ora si appresta a concludersi con l'ex Fiorentina che non rinnoverà il suo contratto con il club bianconero.
Secondo quanto riportato da Tuttosport, il rapporto tra Vlahovic e la Juventus - che è arrivato a un punto di rottura fino al prossimo addio - è andato in frantumi dopo mesi di incomprensioni e trattative senza sbocchi. Ecco tutti i retroscena.
Quel primo giorno al J Museum e l'emozione di Vlahovic
Quando la Juventus lo acquistò dalla Fiorentina per circa 90 milioni di euro tra parte fissa e bonus, Vlahovic si sentiva al centro del progetto bianconero. L'accoglienza ricevuta a Torino e l'entusiasmo per l'approdo in uno dei club più prestigiosi d'Europa lo avevano profondamente colpito.
Come racconta Tuttosport, durante la sua prima visita al J Museum il serbo avrebbe scattato numerose fotografie, affascinato dalla storia del club. Tra tutte, una in particolare era diventata la sua preferita: il selfie con il Pallone d'Oro di Pavel Nedved, allora ancora dirigente della Juventus. Uno scatto così significativo da essere scelto come immagine di sfondo del suo smartphone.
Un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione quanto fosse forte il legame emotivo tra il giocatore e il mondo bianconero.
L'ultimo incontro e una distanza ormai evidente
Il clima di oggi è però molto diverso rispetto a quello vissuto nel gennaio del 2022. Nell'ultimo incontro tra le parti, andato in scena nei giorni scorsi, sarebbe emersa chiaramente la difficoltà di trovare una soluzione condivisa.
La Juventus non avrebbe modificato la propria proposta, mentre l'entourage del giocatore avrebbe mantenuto ferme le proprie richieste. Una distanza che ha finito per bloccare ogni possibilità di accordo.
Nella gestione della vicenda hanno avuto un ruolo importante Giorgio Chiellini e Francesco Ottolini, che hanno provato a mantenere aperto il dialogo. Più complicato, invece, il rapporto con Damien Comolli, con il quale non sarebbe mai nata una particolare sintonia anzi ci sarebbe stata poca connessione e una difficile comunicazione.
I numeri di Vlahovic e la sensazione di non essere più centrale
Uno degli aspetti che ha alimentato il malcontento del giocatore riguarda il suo ruolo all'interno del progetto tecnico. Nonostante una stagione complicata e diversi problemi fisici, Vlahovic è riuscito a chiudere in doppia cifra, risultando l'unico centravanti della rosa bianconera a raggiungere determinati numeri realizzativi.
Un dato che il suo entourage avrebbe sottolineato nei colloqui con il club, evidenziando il contributo fornito alla squadra anche nei momenti più difficili.
Nel frattempo, non sono mancati gli interessamenti di altre società europee. Bayern Monaco, Barcellona e alcune big italiane come Napoli e Milan sono state accostate al suo nome, ma nessuna pista si è concretizzata fino in fondo.
Dusan però sarebbe voluto restare e avrebbe accettato pure un biennale che, tra dodici mesi, avrebbe riaperto il tormentone contratto, a patto che però gli venisse conferito un ruolo centrale, che la Juve lo iniziasse a trattare come un leader, un punto fermo per i prossimi anni, cosa che lui sente di non avere mai avuto.
Vlahovic si sente tradito: pronto il messaggio ai tifosi
Come riportaTuttosport, il centravanti serbo respinge le accuse di aver voltato le spalle alla Juventus. Al contrario, sarebbe proprio lui a sentirsi tradito dall'evoluzione degli ultimi mesi.
Vlahovic ritiene di aver sempre dimostrato attaccamento alla squadra, anche nei periodi trascorsi lontano dal campo per infortunio, vivendo il gruppo da leader e punto di riferimento. Allo stesso tempo, però, avrebbe maturato la convinzione di non essere mai stato realmente considerato una figura centrale dalla società.
E, a testimonianza di ciò, ci sarebbe anche la questione della fascia del capitano, con la Juve che non lo aveva coinvolto in questo tema preferendo, nell'ordine, Locatelli, Bremer e Yildiz.
L'ufficialità dell'addio non è ancora arrivata, ma il giocatore starebbe già preparando un messaggio destinato ai tifosi bianconeri in cui spiegherà ai supporter la sua versione di quanto accaduto.
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