Ucraina, Caporetto della sinistra. Solo il non voto sul testo Pd-5Stelle-Avs salva i dem da una figuraccia. Centrodestra compatto

05 Agosto 2026 - 18:15
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Ucraina, Caporetto della sinistra. Solo il non voto sul testo Pd-5Stelle-Avs salva i dem da una figuraccia. Centrodestra compatto

Ucraina, Caporetto della sinistra. Solo il non voto sul testo Pd-5Stelle-Avs salva i dem da una figuraccia. Centrodestra compatto

Ucraina e riarmo mandano definitivamente in frantumi il campo largo, con il Pd definitivamente spaccato e marginalizzato dagli alleati arcobaleno. Con 181 voti favorevoli, 126 contrari e 12 astenuti la Camera ha approvato la risoluzione presentata dal centrodestra sulle comunicazioni del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Riformulata dopo la richiesta del governo. Le modifiche riguardano la parte relativa all’utilizzo del Safe, dopo la richiesta del sottosegretario, Federico Freni.

Ucraina, la Camera dice sì alla risoluzione sulle comunicazioni di Giorgetti

Il documento, nella formulazione definitiva, impegna il governo “ad adottare le opportune iniziative per l’avvio della procedura relativa alla richiesta della clausola nazionale di salvaguardia in merito alle spese volte a rafforzare la resilienza del sistema energetico. E la sicurezza del relativo approvvigionamento, nei limiti complessivi dello 0,6 per cento del Pil nel periodo di riferimento, In materia di difesa, anche relative agli investimenti, nei limiti dello 0,9 per cento del Pil nel periodo di riferimento”. Per il  finanziamento delle misure il governo è chiamato “a valutare il ricorso a diverse condizioni di finanziamento. Ivi incluse, ove ritenute complessivamente vantaggiose, quelle di cui al programma Safe. Preordinando in ogni caso in via prevalente l’utilizzo dei fondi a sistemi tecnologici difensivi e di sicurezza nazionale”. Arrivando in Senato per la replica Giorgetti commenta il risultato ottenuto. ” Vediamo se nel dibattito c’è qualcosa di nuovo. Adesso sono tutti contenti. E quando sono tutti contenti è meglio, no?”.

Pd spaccato, non si vota la risoluzione Pd-M5S-Avs

Non è passato al vaglio del voto, in quanto precluso dalla precedente votazione, il documento presentato da Pd-M5S e Avs. Sul quale Palazzo Chigi aveva espresso parere contrario, come come su quelli presentati da Azione, Italia viva, Più Europa e Futuro nazionale. Tutti respinti. Soltanto il regolamento di Montecitorio ha salvato il Partito democratico da una magra figura evitando di mettere nero su bianco (sul tabellone dei voti) la spaccatura dentro il Nazareno. La notte non ha portato consiglio e le diverse posizioni dem sulla politica estera e la difesa comune non trovano la quadra. “La risoluzione non si vota. Se si fosse votato, comunque non l’avrei sostenuta. Il testo resta non condivisibile”, dice chiaro e tondo Lorenzo Guerini. Un niet deciso fin dalla vigilia del voto quando il testo della risoluzione è stato diffuso e la minoranza riformista lo ha respinto chiedendo di riscriverlo.

Vittoria di 5Stelle e Avs, Provenzano si arrampica sugli specchi

Cinquestelle e Avs possono cantare vittoria (anche se Giuseppe Conte prova a fare il gentiluomo) mentre il responsabile esteri del Pd, Peppe Provenzano è costretto ad arrampicarsi sugli specchi. “Abbiamo presentato una risoluzione sullo scostamento che abbiamo costruito con altre forze di opposizione. E che contiene le posizioni già più volte espresse. E formulazioni che abbiamo già votato in mozioni unitarie recentemente con tutte le forze di opposizione della nostra alleanza”. Quindi il no al 5% del Pil per la Nato, il no “alla corsa al riarmo dei singoli Stati mentre sosteniamo la necessità di costruire una vera difesa europea. Parole che evidentemente non piacciono all’area riformista che non ci sta.

Conte brinda al sorpasso: qui si fa politica, non è una gara

Conte in Aula va giù pesante scavalcando la segretaria dem. “Il progetto progressista significa una vera alternativa alla politica del riarmo che state perseguendo. Il Movimento 5 Stelle oggi, insieme alle altre forze che sono in questo lato di questo emiciclo, dice convintamente no a riarmo. E’ un no che esprime una visione completamente alternativa”. Una vittoria? “Ma no – si schernisce l’ex premier davanti ai cronisti – qui si parla di politica. Non è una gara”. Anche Nicola Fratoianni brinda: “Abbiamo contribuito da protagonisti a scrivere la risoluzione parlamentare unitaria” che “abbiamo voluto fortemente”.

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