UE, Italia e altri 20 Paesi in procedura d’infrazione per la direttiva sui derivati
Bruxelles – La Commissione europea ha deciso oggi (15 luglio) di avviare procedure di infrazione inviando una lettera di messa in mora a 21 Paesi – Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Finlandia – per non aver recepito integralmente la direttiva EMIR Targeted Review, che consiste in modifiche mirate agli OICVM (Organismi di investimento collettivo in valori mobiliari), alla direttiva sui requisiti patrimoniali (CRD) e alla direttiva sulle imprese di investimento (IFD). Di fatto, introduce modifiche alle regole sui rischi di controparte nelle transazioni in derivati.
“La direttiva EMIR Targeted Review mira a fornire un insieme uniforme di norme per affrontare il rischio di controparte nelle operazioni su derivati effettuate da organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) e compensate da una controparte centrale (CCP) riconosciuta come tale ai sensi del Regolamento EMIR”, ha ricordato la Commissione UE. “Al fine di incoraggiare gli enti creditizi e le imprese di investimento ad adattare i propri modelli di business per garantire la conformità ai nuovi requisiti per la compensazione dei derivati”, le direttive sui requisiti patrimoniali e quella sulle imprese di investimentole “sono state modificate per rafforzare le loro pratiche di gestione del rischio e monitorare e mitigare adeguatamente il rischio di concentrazione, oltre a fornire ulteriori strumenti e poteri specifici alle autorità di vigilanza nel contesto del rischio di concentrazione eccessiva”, ha continuato la Commissione.
Il termine per il recepimento di tali modifiche era il 25 giugno 2026, ma, ad oggi, 21 Stati membri non hanno comunicato alla Commissione il recepimento completo della direttiva. La Commissione sta pertanto inviando lettere di messa in mora agli Stati membri interessati, i quali hanno ora due mesi di tempo per rispondere, completare il recepimento e notificare alla Commissione le misure adottate. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione può decidere di emettere un parere motivato.
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