Un anno fa la morte di Sara Marzolino, travolta da un’auto a 90 km/h. I famigliari: “Non ha mai chiesto scusa”

Maggio 13, 2026 - 18:57
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Un anno fa la morte di Sara Marzolino, travolta da un’auto a 90 km/h. I famigliari: “Non ha mai chiesto scusa”
sara marzolino, mortale via buozzi

Genova. E’ cominciata qualche settimana fa, a un anno dalla tragedia, l’udienza preliminare per la morte di Sara Marzolino, la 22enne travolta e uccisa da un’auto che viaggiava a 91 km all’ora in via Bruno Buozzi.  L’investitore, una guardia giurata di 52 anni, quella notte tra il 10 e l’11 maggio di un anno fa, tornava a casa dal lavoro.

Guidava ad altissima velocità quando ha colpito in pieno la ragazza, che stava attraversando in un punto privo di strisce pedonali, facendola volare su un semaforo a 26 metri di distanza.  Un impatto violentissimo e nessuna possibilità di scampo per Sara, che era morta sul colpo sotto gli occhi dell’amica che era pochi metri dietro di lei.

La guardia giurata è accusata di omicidio stradale aggravato dalla velocità, visto l’auto procedeva a velocità superiore ai 70 Km/h in territorio urbano. Le indagini hanno appurato che il 52enne era negativo all’alcol test e non stava usando il telefono: non avrebbe visto la ragazza attraversare, tanto che sull’asfalto non era stato trovato alcun segno di frenata.

L’udienza preliminare rinviata a giugno

Davanti alla gip Alice Serra per la prima volta la mamma, il papà e il fratello della ragazza hanno visto l’imputato, assistito dall’avvocato Fabio La Mattina, ma che mai ha contattato la famiglia per chiedere scusa. La tensione in aula è stata palpabile. Di fronte alla richiesta della mamma, che stringeva una foto di Sara, di dire qualcosa lui ha taciuto. “Non ha chiesto scusa né ha voluto guardarli in faccia” spiegano gli avvocati Vainer Burani e Fabio Benati di Reggio Emilia, I

genitori di Sara e il fratelli si sono costituiti parte civile e l’udienza è stata rinviata all’8 giugno. “Dopo l’udienza siamo stati contattati per alcune proposte risarcitorie che valuteremo insieme ai nostri assistiti” spiegano gli avvocati. Il risarcimento potrebbe essere decisivo per poter accedere ai riti alternativi, in particolare al patteggiamento.

Il papà di Sara: “I soldi? Lo userò per portare avanti le sue battaglie”

Sara Marzolino era una ragazza molto attiva nella politica e nel sociale della comunità reggina ed era punto di riferimento del laboratorio sociale autogestito Lab AQ 16 di Reggio Emilia. Qualche giorno fa, in occasione dell’anniversario della tragedia, il Liceo Matilde di Canossa ha voluto dedicare una targa con una cerimonia la sua ex alunna, cerimonia che ha dato inizio al “Sara Fest”, una festival transfemminista di memoria, cura e ribellione che avrà il suo clou nella ReSister Parade di sabato prossimo .

“Sara era una persona molto conosciuta anche fuori da Reggio Emilia – racconta il papà Alessandro – e faceva parte di una comunità politica molto ampia. Il fatto di vedere ancora oggi tante iniziative dedicate a mia figlia e tante persone che ci sono vicine ci dà la forza di andare avanti”. Circa le mancate scuse il papà di Sara dice con un po’ di amarezza: “Se in tutto questo tempo non ha ritenuto di scusarsi, non saremo noi a chiederle”. E sul risarcimento che potrebbe agevolare lo sconto di pena Alessandro Marzolino: “A me quei soldi per vivere non servono ma quando arriveranno li userò per portare avanti le attività e le battaglie di Sara”

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