Un mese (e più) con Apple MacBook Pro M5 Max: semplicemente esagerato! | VIDEO
Nel panorama dei portatili professionali Apple ha ormai smesso da tempo di inseguire il mercato. Anzi, da quando ha esordito con i propri Apple Silicon ha piano piano conquistato quote fino ad arrivare ad essere considerata come un riferimento. Non in tutti gli ambiti, certo, ma comunque è saldamente al vertice per tutta una serie di aspetti.
Da quando ha abbandonato Intel per passare ad Apple Silicon, infatti, la linea MacBook Pro si è trasformata in un parametro tecnico con cui misurarsi per quel che riguarda efficienza, autonomia, prestazioni sotto carico a batteria, silenziosità e integrazione hardware-software. Il nuovo MacBook Pro da 16 pollici con M5 Max non cambia questo paradigma, anzi, se possibile, lo porta a un livello ulteriore. E lo fa senza appoggiarsi a una rivoluzione estetica o a un redesign solo di facciata; cambia all’interno, in maniera discreta, ma con risultati a tratti in grado di modificare sostanzialmente l’esperienza d’uso.
Lo sto utilizzando come mio notebook personale da oltre un mese, tra viaggi di lavoro, montaggio video, generazione di immagini e testi in locale, prove con software creativi e confronto con editor professionisti. Beh, dopo tutto questo tempo la sensazione che lascia questa macchina è molto netta: è un notebook che non ti fa mai percepire il limite, nemmeno quando il carico diventa chiaramente di livello professionale. E qui, se vogliamo, sta il nocciolo della questione. Lui è sicuramente molto molto veloce e ha prestazioni da vera workstation, ma conta molto di più il fatto che continui ad essere trasportabile, a mantenere temperature sempre sotto controllo e consumi sorprendentemente bassi anche con questo nuovo livello di prestazioni.
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