Un sensore IoT con autonomia virtualmente infinita? Ecco il progetto fai-da-te
I sensori smart sono un ingrediente fondamentale e utilissimo di un impianto smart home / IoT, ma se possiamo dire che ormai è facile farli comunicare senza fili con il resto dell’impianto l’alimentazione rimane un problema un po’ più complesso. Può capitare che il punto in cui si decide di piazzarli sia lontano da una presa elettrica, e quindi bisogna fare ricorso alle batterie - che prima o poi si esauriscono e vanno sostituite, con tutte le seccature che ne derivano. Certo, esistono i pannelli solari, ma poi di notte o durante giornate particolarmente nuvolose potrebbero non funzionare continuamente.
Un nuovo progetto chiamato everAliveSensor prova a superare i limiti di entrambe queste soluzioni di alimentazione senza fili, in un certo senso combinandole tra loro, risultando in un sensore con autonomia virtualmente illimitata. Benché sia stato dimostrato con il sensore BME680 per il monitoraggio di temperatura e umidità, è pensato per essere completamente adattabile a qualsiasi (o quasi) situazione, a patto che i requisiti energetici siano moderati.
L’idea di fondo è relativamente semplice: combinare un piccolo pannello solare con un supercondensatore al posto di una tradizionale batteria ricaricabile. I supercondensatori hanno una durata estremamente elevata, non hanno problemi di degrado causato dai cicli di carica e scarica e possono essere ricaricati rapidamente. Durante il giorno il pannello accumula energia nel supercondensatore, mentre durante le ore notturne quest’ultimo alimenta il dispositivo. La vera innovazione, però, è far sì che il dispositivo consumi il meno possibile.
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