Una mostra sulla Carrà fortemente voluta del ministro del Turismo Gianmarco Mazzi

11 Luglio 2026 - 09:40
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Roma. Da Trieste in giù, non esiste che Raffa, si sa. E dunque in autunno, al Museo delle Civiltà, a Raffaella Carrà verrà dedicata una mostra. Una grande esposizione prodotta con C.O.R. da Alessandro Nicosia, promossa dal ministero della Cultura, ma soprattutto fortemente voluta dell’ex sottosegretario oggi ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Un uomo che alla Carrà era molto legato. “E’ vero, ero molto amico di Raffaella”, dice al Foglio il ministro. Che poi aggiunge: “Eravamo amici ma ora, dal Turismo, preferisco non interferire tra ministeri e ruoli”. Ci mancherebbe.

Ma se se il titolo è “Raffaella Carrà. Coraggio, stile di vita e libertà”, il sottotitolo sarà certamente “Mazzi e Raffa”. Mazzi: l’ex sottosegretario che i maligni del Mic già chiamavano “il ministretto” (nota era la sua inclinazione al decisionismo, opposta all’infosfera meditabonda di Giuli), e Raffa: il caschetto e l’ombelico perfetto. Sarà al Museo della Civiltà, quindi, a pochi metri dal Colosseo quadrato. E sarà nello stesso anno – il 2026 – in cui l’Eur compie novant’anni. Prima di traslocare in via di Villa Ada, e prendere il posto di Daniela Santanchè, Mazzi aveva incontrato Nicosia. Perché una mostra per l’amica era, ed è, una priorità per lui. Quasi un dovere per l’uomo che, entrato nell’81 nella famiglia della Nazionale Cantanti, in pochi anni aveva agganciato Mogol, Morandi, Celentano... E che oggi, così si dice, è ancora l’unico affaccio, per i Fratelli impresentabili, a favore del pop.

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