UniCredit: de Guindos critica la Germania per l’opposizione all’offerta per Commerzbank
L’opposizione del governo tedesco all’offerta di UniCredit su Commerzbank va contro lo spirito del mercato unico europeo e indebolisce la credibilità dell’Unione dei risparmi e degli investimenti. Lo ha dichiarato al quotidiano britannico “Financial Times” il vicepresidente uscente della Banca centrale europea, Luis de Guindos, in una delle sue ultime interviste prima della conclusione del mandato alla Bce il mese prossimo. “È molto difficile per i governi sostenere di essere favorevoli all’Unione dei risparmi e degli investimenti se poi dicono: ‘No, siamo contrari a questa specifica operazione’”, ha affermato de Guindos. UniCredit detiene una partecipazione del 35,5 per cento in Commerzbank, secondo più importante istituto quotato tedesco, e all’inizio del mese ha lanciato un’offerta per acquisire il resto del capitale, dando un valore alla banca di oltre 35 miliardi di euro. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la dirigenza di Commerzbank si oppongono con forza all’operazione: Merz ha accusato la banca italiana di tattiche “ostili” e “aggressive”, sostenendo che la Germania abbia bisogno di banche più grandi, ma che “questo non significa che ogni tipo di acquisizione sia benvenuto”.
De Guindos ha rifiutato di commentare il merito specifico di una possibile fusione tra UniCredit e Commerzbank, ma ha sottolineato che la Bce è in generale “favorevole al consolidamento transfrontaliero” tra le banche europee. Secondo il vicepresidente uscente, istituti di maggiori dimensioni possono ottenere economie di scala, valutazioni più elevate e finanziamenti meno costosi: “Una vera grande banca europea potrebbe competere con quelle statunitensi”, ha affermato. De Guindos ha inoltre osservato che l’intervento dei governi nelle decisioni aziendali non riguarda solo il caso tedesco, ma rappresenta una tendenza più ampia nell’Ue. “Sta accadendo ovunque”, ha dichiarato, aggiungendo che tali iniziative sono contrarie allo spirito del mercato unico. Il vicepresidente della Bce ha anche richiamato la necessità di modernizzare il settore bancario tedesco, definito “molto frammentato”, in una fase in cui la Germania deve affrontare sfide economiche rilevanti. Nell’intervista, de Guindos ha riconosciuto anche che la Bce è intervenuta “in ritardo” contro l’impennata dell’inflazione nel 2021 e nel 2022, spiegando che il dibattito interno sulle cause dell’aumento dei prezzi aveva rallentato le decisioni.
Guardando all’attuale fase economica, ha affermato che i rischi inflazionistici legati al conflitto in Medio Oriente sono più bassi rispetto a quattro anni fa e ha invitato la Bce a evitare reazioni eccessive allo shock energetico, i cui effetti sulla crescita sono finora limitati. Tuttavia, ha avvertito che i prossimi dati sulla crescita “non saranno buoni” e richiederanno prudenza. De Guindos ha infine segnalato che l’aumento del debito pubblico nell’Eurozona potrebbe creare ulteriori difficoltà, con il rischio che i mercati inizino a prestare maggiore attenzione ai conti pubblici e che l’inasprimento delle condizioni monetarie arrivi dai rendimenti e dagli spread, anche in assenza di nuovi rialzi dei tassi da parte della Bce. Il successore di De Guindos sarà il governatore della banca centrale croata, Boris Vujcic, che entrerà in carica a giugno.
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