Vannacci: "Sulla Russia Conte la pensa come me". Con Travaglio e la Lega: si rinsalda il fronte anti Kyiv
Dal palco di Napoli, il battesimo del campo largo, Giuseppe Conte ha gridato: "Hanno costruito una minaccia russa che non esiste per convincerci ad armarci fino ai denti". Parole che hanno indignato Carlo Calenda e Pina Picierno - che appellandosi ai riformisti ancora nel Pd si chiedono "Quanto ancora ritenete di poter tacere su questo scempio del vostro principale alleato?" - e che hanno costretto proprio quel pezzo di partito a domandarselo davvero: "possiamo far finta di niente?", ma che, invece, sono apparse pienamente sensate a quello che, almeno in teoria, del campo largo dovrebbe essere un estremo avversario: il generale Roberto Vannacci. Ai cronisti che gli domandavano se fosse d'accordo con il capo del M5s il leader di Futuro Nazionale ha risposto: "Non sono d'accordo con Conte, è lui che è d'accordo con me".
E d'altronde la cosa è chiara da tempo. Eppure è riemersa con forza in questi giorni, anche complice la cronaca internazionale, tra il vertice Nato ad Ankara e i violenti attacchi russi sulla Ucraina. Proprio ieri, poi, Futuro Nazionale, Lega e M5s hanno votato insieme al Parlamento europeo sulla relazione che riguardava proprio l'ingresso di Kyiv nell'Unione. Inutile dirlo: voto contrario. Mentre questa mattina, dopo l'intervento anti-ucraino di Conte dal palco di Napoli, anche Vannacci, intervistato da Giornale radio, attaccava: "L'Ue negli ultimi dodici mesi ha speso circa 340 miliardi di euro in difesa, mentre la Russia 155 miliardi. Spendiamo già circa tre volte più di Mosca e non capisco perché dovremmo avere paura di un'invasione, invece di destinare quelle risorse a sicurezza interna, sanità, lavoro, ricerca e riduzione del cuneo fiscale". Una tesi che accomuna il generale a un giornalista molto ascoltato da Conte, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio che, nel suo editoriali di oggi, dal titolo "E noi paghiamo", sostiene che le armi: "La Russia spende appena 150 miliardi (1/3 dell’Ue e 1/10 della Nato) non solo per la guerra, ma per difendere il suo territorio di Paese più vasto del mondo". Insomma, non è Putin una minaccia per noi, ma siamo noi una minaccia per lui. Vecchia e strampalata tesi, solite facce.
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