Venerdì della settimana della IX Domenica dopo Pentecoste

31 Luglio 2026 - 03:35
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ALL’INGRESSO
Nel nome del Signore
ogni ginocchio si pieghi
in cielo, in terra e negli inferi;
e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore,
a gloria di Dio Padre.

ALL’INIZIO DELL’ASSEMBLEA LITURGICA
O Dio, che a gloria del tuo nome hai suscitato nella Chiesa Ignazio [di Loyola], concedi anche a noi, con il suo aiuto e il suo esempio, di combattere la buona battaglia del Vangelo e di ricevere in cielo la corona dei santi.
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

LETTURA 1Cr 29, 20-28
Lettura del primo libro delle Cronache

In quei giorni. Davide disse a tutta l’assemblea: «Benedite dunque il Signore, vostro Dio!». Tutta l’assemblea benedisse il Signore, Dio dei loro padri; si inginocchiarono e si prostrarono davanti al Signore e al re. Offrirono sacrifici al Signore e gli bruciarono olocausti il giorno dopo: mille giovenchi, mille arieti, mille agnelli con le loro libagioni, oltre a numerosi sacrifici per tutto Israele. Mangiarono e bevvero alla presenza del Signore in quel giorno con grande gioia. Di nuovo proclamarono re Salomone, figlio di Davide, e unsero per il Signore lui come capo e Sadoc come sacerdote. Salomone sedette sul trono del Signore come re al posto di Davide, suo padre; prosperò e tutto Israele gli fu sottomesso. Tutti i comandanti, i prodi e anche tutti i figli del re Davide si sottomisero al re Salomone. Il Signore rese grande Salomone agli occhi di tutto Israele e gli diede un regno così splendido, che nessun predecessore in Israele aveva mai avuto. Davide, figlio di Iesse, regnò su tutto Israele. La durata del suo regno su Israele fu di quarant’anni: a Ebron regnò sette anni e a Gerusalemme regnò trentatré anni. Morì in vecchiaia, sazio di anni, di ricchezza e di gloria. Al suo posto divenne re suo figlio Salomone.

SALMO Sal 131 (132)

Ami la giustizia, Signore, e l’empietà detesti.

Il Signore ha giurato a Davide,
promessa da cui non torna indietro:
«Il frutto delle tue viscere
io metterò sul tuo trono! R

Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza
e i precetti che insegnerò loro,
anche i loro figli per sempre
siederanno sul tuo trono. R

Là farò germogliare una potenza per Davide,
preparerò una lampada per il mio consacrato.
Rivestirò di vergogna i suoi nemici,
mentre su di lui fiorirà la sua corona». R

VANGELO Lc 11, 21-26
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde. Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».

DOPO IL VANGELO
Chi parla, lo faccia sempre con parole di Dio;
chi esercita un ufficio,
lo compia con l’energia ricevuta da Dio,
perché in tutto Dio venga glorificato,
per mezzo di Gesù Cristo.

A CONCLUSIONE DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
A coloro che ti danno gloria tu serbi, o Padre, una ricompensa degna del tuo amore, coronando in essi la tua stessa clemenza; dona a noi, che celebriamo i meriti di sant’Ignazio, di sentire la forza della sua intercessione.
Per Cristo nostro Signore. Amen

SUI DONI
Accetta, o Padre, l’offerta che ti presentiamo nel ricordo di sant’Ignazio e fa’ che questo venerando mistero, sorgente di ogni grazia, santifichi nella verità la tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore. Amen

PREFAZIO
È veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te, o Padre, l’inno di benedizione e di lode. Cristo Signore nostro liberamente aderì in tutto al tuo volere e, facendosi obbediente fino alla morte, si offrì per noi in sacrificio perfetto a te gradito. Egli consacrò al servizio della tua gloria quelli che per tuo amore abbandonano ogni cosa, promettendo loro un tesoro inestimabile nei cieli. E noi, uniti alla schiera degli angeli e dei santi che contemplano il tuo volto, cantiamo con esultanza l’inno della tua lode: Santo…

ALLO SPEZZARE DEL PANE  
«Che giova all’uomo guadagnare il mondo,
se perde la sua vita?» – dice il Signore –.

ALLA COMUNIONE  
Dice il Signore:
«Sono venuto a portare il fuoco sulla terra,
e come vorrei che fosse già acceso».

DOPO LA COMUNIONE
Nutrìti del pane celeste, ti imploriamo, o Dio onnipotente: il sacrificio di salvezza, che ci hai dato la gioia di celebrare nel ricordo di sant’Ignazio, orienti tutta la nostra vita alla lode perenne del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore. Amen

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