Venezia, alla Giudecca un convento del XVI secolo si trasforma in residenza di lusso
Mentre la Biennale di Venezia richiama collezionisti e operatori culturali da tutto il mondo, alla Giudecca prende forma un progetto immobiliare che punta a inserirsi in questo stesso ecosistema: la trasformazione di un convento del XVI secolo in un complesso residenziale e culturale privato.
L’intervento riguarda un intero compendio storico affacciato sul Canale della Giudecca, a pochi minuti da Piazza San Marco, raggiungibile rapidamente via acqua, destinato a diventare un insieme di residenze di alta gamma e spazi espositivi. Il prezzo di vendita è di 11,2 milioni di euro per l’acquisto del complesso da ristrutturare. Il progetto prevede una riqualificazione completa dell’edificio, con autorizzazioni già ottenute per l’avvio dei lavori. La vendita è stata affidata a Ravagnan’s,in qualità di membro esclusivo di Forbes Global Properties per la Regione Veneto.
Il progetto
Appena oltre Piazza San Marco — abbastanza vicina da coglierne l’atmosfera, ma sufficientemente defilata rispetto alla folla e ai flussi turistici — la Giudecca si conferma una delle aree più riservate della laguna. È qui che si concentra parte dell’ospitalità di fascia alta veneziana, in un contesto che include il Belmond Hotel Cipriani, il Hilton Molino Stucky Venice e il più recente Airelles Palladio Venice, consolidando l’isola come enclave discreta ma sempre più centrale nel segmento del lusso internazionale.
Negli ultimi anni la Giudecca si è progressivamente consolidata come area residenziale alternativa al centro storico, attirando investimenti nel segmento lusso. Il posizionamento del progetto si inserisce in questo contesto: una Giudecca sempre più orientata a una forma di residenzialità stabile, ma allo stesso tempo a stretto contatto con il cuore storico della città.
Il masterplan prevede la realizzazione di più unità abitative di grandi dimensioni, tra cui residenze affacciate sul canale e appartamenti indipendenti con accesso diretto dall’acqua. In totale, il progetto contempla fino a otto unità per circa 23 camere da letto e 29 bagni.
Le soluzioni includono soffitti alti, travi a vista, giardini privati o altane e accessi via acqua tramite approdo dedicato. Gli interni sono progettati per ospitare anche collezioni d’arte, con sistemi di illuminazione e sicurezza pensati per contesti museali privati.
Una parte del complesso è destinata a spazi espositivi affacciati su un giardino interno, con l’obiettivo di creare un ambiente adatto alla fruizione e alla conservazione di opere d’arte.
“Art Living”
Il progetto interviene su un convento del XVI secolo, con un’operazione di restauro che combina materiali tradizionali veneziani — come pietra d’Istria e terrazzo — e impianti tecnologici contemporanei, inclusa la domotica e soluzioni orientate alla sostenibilità.
L’idea è quella di mantenere la struttura storica integrandola con funzioni residenziali moderne, in una logica di riuso dell’esistente più che di nuova edificazione.
Il progetto si inserisce nella crescente tendenza a integrare residenza privata, collezionismo e spazi culturali. In questo caso, l’operazione si colloca direttamente nel contesto della Biennale, con l’obiettivo di intercettare un pubblico internazionale già presente in città durante l’evento.
Più che una semplice operazione immobiliare, l’intervento viene presentato come un modello di “Art Living”: una forma di residenzialità in cui abitare, collezionare e esporre arte diventano elementi dello stesso spazio.
L’articolo Venezia, alla Giudecca un convento del XVI secolo si trasforma in residenza di lusso è tratto da Forbes Italia.
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