Viaggi, amicizie e qualche “disguido”: il racconto degli studenti del Don Milani a Radio Materia

Maggio 07, 2026 - 17:41
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Viaggi, amicizie e qualche “disguido”: il racconto degli studenti del Don Milani a Radio Materia
studenti ospiti di radio materia

Una scuola che viene spesso giudicata attraverso stereotipi, ma che gli studenti descrivono invece come un ambiente accogliente, creativo e capace di far crescere. Tra laboratori artistici, grafica, gite scolastiche, momenti goliardici e qualche difficoltà organizzativa legata alle due sedi, gli studenti del Don Milani di Tradate e Venegono Inferiore hanno raccontato aRadio Materia la loro esperienza scolastica tra entusiasmo, ironia e uno sguardo già rivolto al futuro.

Protagonisti dell’incontro Andrea Catella e Nicolò Magnaguagno, studenti del liceo artistico di Venegono, insieme ad Alice Maino e Mattia Gianella dell’indirizzo grafica e comunicazione di Tradate. Quattro percorsi diversi ma accomunati da un forte senso di appartenenza alla scuola.

Da una parte gli studenti del liceo artistico di Venegono, dall’altra quelli dell’indirizzo grafica e comunicazione di Tradate: mondi diversi ma legati da un forte senso di appartenenza.

«Il Don Milani è una famiglia»

Nicolò Magnaguagno e Andrea Catella frequentano il terzo anno del liceo artistico a Venegono, indirizzo architettura. Entrambi raccontano una scuola molto diversa dagli stereotipi che spesso accompagnano gli istituti artistici.

«C’è l’idea della scuola dei pazzi o di chi studia poco – racconta Nicolò – ma in realtà si studia tanto. Io mi sento davvero accolto, fin dal primo giorno. La scuola è piccola e questo crea un’atmosfera familiare».

Un’impressione condivisa anche da Andrea, arrivato al Don Milani dopo un’esperienza allo scientifico: «Secondo me, viene visto, da chi è esterno, come una scuola di basso livello, ma non è assolutamente così. Il punto di forza è l’ambiente: ti senti accolto subito».

Anche Alice Maino e Mattia Gianella, studenti di quinta dell’indirizzo grafica e comunicazione di Tradate, parlano di una realtà inclusiva e molto unita. Entrambi sono arrivati soltanto in quarta da un altro percorso scolastico.

«Siamo entrati in una classe già formata ma ci hanno accolto subito come fossimo parte della famiglia» racconta Alice. «I professori ci hanno aiutato molto anche nel recuperare le differenze tra i programmi».

Le difficoltà tra le due sedi

Nel corso dell’intervista emerge anche qualche criticità legata alla gestione delle due sedi scolastiche. Nessuna vera rivalità tra studenti, precisano più volte i ragazzi, ma piuttosto problemi organizzativi e qualche incomprensione.

«Più che rivalità parlerei di disguidi – spiegano Andrea e Nicolò – Siamo due realtà diverse, con esigenze differenti. Organizzare attività comuni non è semplice».

Tra gli episodi ricordati anche la decisione dello scorso anno di anticipare l’ultimo giorno di scuola per evitare possibili eccessi o vandalismi. «Alla fine qualcosa di movimentato c’è stato comunque» raccontano sorridendo gli studenti di Tradate, tra fumogeni e qualche bravata finita anche sui giornali locali.

Poi ci sono i piccoli problemi quotidiani: la mancanza della carta igienica nei bagni, il sapone che sparisce misteriosamente e soprattutto la massima sicurezza nei laboratori di grafica dopo alcuni furti avvenuti negli anni scorsi.

«Ci hanno rubato un’aula intera di Mac dopo la maturità –  racconta Alice – Adesso facciamo molta più attenzione».

Tra filosofia, matematica e grafica

Quando si parla di materie scolastiche emergono passioni molto diverse.

Nicolò fatica con filosofia: «È interessante ma troppo confusionaria. Passi da un filosofo all’altro e vai in tilt». Andrea invece non individua una materia davvero odiata: «Dipende molto da come viene insegnata e dal clima che si crea in classe».

Alice ama progettazione multimediale e tutto ciò che riguarda la grafica: «Mi piace disegnare, creare, usare i programmi». L’inglese invece resta il suo incubo.

Mattia, scacchista appassionato, sceglie matematica: «Mi piace fare calcoli e pensare in anticipo alle mosse». La materia meno amata? Storia: «Lì bisogna studiare e basta».

Le esperienze che restano

Tra i ricordi più belli ci sono soprattutto i viaggi scolastici. Mattia ricorda con entusiasmo la visita alla Triennale di Milano, mentre Alice racconta la gita a Praga e la visita al campo di concentramento di Terezin: «È stata l’esperienza più toccante che abbia vissuto a scuola».

Per Andrea e Nicolò uno dei momenti più significativi è stata invece la vacanza studio in Irlanda. Non solo per l’esperienza linguistica ma anche per i momenti più surreali, come la celebre cena con spaghetti e polpette preparata dalla famiglia ospitante.

«Alla fine del piatto Andrea ha trovato una foglia di plastica dentro una polpetta» racconta Nicolò tra le risate generali. «Abbiamo riso per mezz’ora».

Un altro ricordo importante è la gita a Venezia e la visita alla Biennale, occasione in cui – ammettono scherzando – sarebbe nato anche il famoso “gruppo dei popolari” della scuola.

Uno sguardo al futuro

Dietro le battute e i momenti goliardici emerge però anche una forte consapevolezza del percorso che stanno vivendo. I ragazzi parlano della maturità ormai vicina, delle competenze professionali acquisite e della voglia di costruirsi un futuro attraverso creatività, comunicazione e progettazione.

«Dopo il Don Milani ci vedono già come professionisti» osserva Mattia.

E alla domanda finale «Rifareste questa scuola?»: la risposta arriva immediata e corale: «Sì, ovvio».

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