Victoria’s Secret vola a Wall Street dopo il Q1. Il reboot alza la guidance
Victoria’s Secret accelera a Wall Street dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2026, sostenuta da vendite in crescita a doppia cifra, utili superiori alle attese e da una revisione al rialzo della guidance annuale. Il titolo del gruppo statunitense di lingerie ha registrato un forte rialzo nella seduta di martedì e, secondo quanto riporta Wwd, le azioni hanno chiuso in progresso del 47% a 79,86 dollari, in coincidenza con il primo giorno di contrattazioni sotto il nuovo ticker (il codice con cui una società quotata viene identificata in Borsa, ndr) ‘Vsxy’, scelto al posto del precedente ‘Vsco’.
Il cambio di ticker si inserisce nel più ampio percorso di riposizionamento avviato dal gruppo sotto la guida di Hillary Super, nominata CEO nel settembre 2024. La manager sta conducendo una strategia volta a ridare centralità all’identità del marchio, dopo anni segnati da pressioni competitive, difficoltà nel recuperare slancio commerciale e tensioni con gli investitori attivisti. Come ricostruisce Reuters, il rilancio passa anche da una minore dipendenza dalle promozioni e da un ritorno più deciso a quell’immaginario “sexy” che la società ha definito parte integrante del proprio dna.
Con una lente sui numeri, nel trimestre chiuso lo scorso 2 maggio 2026, Victoria’s Secret ha registrato ricavi per 1,56 miliardi di dollari (circa 1,34 miliardi di euro), in aumento del 15,3% rispetto agli 1,353 miliardi dello stesso periodo dell’esercizio precedente, superando la guidance precedentemente comunicata, compresa tra 1,49 e 1,52 miliardi. Le vendite comparabili sono cresciute del 13%, segnando il quarto trimestre consecutivo di comps positive, secondo quanto indicato nel comunicato ufficiale della società. Il dato conferma il cambio di passo del gruppo, dopo il calo dell’1% registrato nel primo trimestre 2025.
Il miglioramento ha interessato i principali canali di vendita. Nel dettaglio, i negozi in Nord America hanno generato ricavi per 802,8 milioni di dollari, in crescita dell’11,3%, mentre il canale direct-to-consumer è salito dell’8,4% a 469,4 milioni. Più marcata la progressione dell’international, che ha raggiunto 287,4 milioni di dollari, con un incremento del 44,9 per cento. Alla fine del trimestre, il gruppo contava 1.423 store complessivi, tra punti vendita diretti, joint venture in Cina, negozi gestiti da partner e Adore Me.
Anche la redditività ha mostrato un miglioramento significativo. L’utile operativo si è attestato a 76,3 milioni di dollari, rispetto ai 19,8 milioni del primo trimestre 2025. L’adjusted operating income è salito a 80,1 milioni, contro i 31,7 milioni dell’anno precedente e ben oltre la guidance di 32-42 milioni comunicata in precedenza. L’utile netto attribuibile a Victoria’s Secret è stato pari a 47,7 milioni di dollari, rispetto alla perdita di 1,7 milioni del primo trimestre 2025. L’utile per azione diluito si è attestato a 56 centesimi, mentre l’utile per azione rettificato ha raggiunto 60 centesimi.
“Abbiamo registrato un avvio molto solido del 2026, superando la guidance sia sul fatturato sia sulla redditività e proseguendo lo slancio costruito nella seconda metà dello scorso anno”, ha dichiarato Hillary Super nel comunicato ufficiale. La CEO ha evidenziato la crescita a doppia cifra di Victoria’s Secret, Pink e Beauty, il contributo dell’innovazione di prodotto, dello storytelling più emotivo e di una proiezione di marca più definita. Secondo la manager, i risultati riflettono i progressi compiuti nell’ambito della strategia ‘Path to Potential’, orientata a rafforzare la connessione con la cliente, aumentare il cosiddetto “brand heat” e sostenere una crescita di lungo periodo.
Il miglioramento dei margini è stato ricondotto dalla società anche a una gestione più disciplinata del business. Scott Sekella, chief financial and operating officer di Victoria’s Secret ha sottolineato nel comunicato ufficiale il contributo dell’incremento delle vendite a prezzo pieno, della riduzione delle promozioni e della leva sui costi di buying e occupancy, pur in presenza di pressioni legate ai dazi. Il manager ha inoltre evidenziato una maggiore efficienza sulle spese generali, amministrative e operative dei negozi rispetto al primo trimestre dell’anno precedente.
Il rilancio della label passa anche da un rafforzamento della comunicazione e delle collaborazioni. Victoria’s Secret ha riattivato il proprio fashion show annuale dopo sei anni di pausa e ha intensificato le attività di marketing attraverso partnership con figure ad alta visibilità come il gruppo K-pop Twice, Hailey Bieber e la cestista Angel Reese.
E ancora, tornando ai numeri, la crescita del trimestre mette inoltre in evidenza, secondo Reuters, la polarizzazione della spesa dei consumatori negli Stati Uniti. I clienti ad alto reddito continuano a sostenere gli acquisti discrezionali, mentre le famiglie con redditi più bassi restano più esposte alla pressione dell’inflazione e all’incertezza economica.
Alla luce dei risultati, Victoria’s Secret ha alzato le stime per l’intero esercizio 2026. Il gruppo prevede ora ricavi netti compresi tra 7,030 e 7,130 miliardi di dollari, rispetto alla precedente forchetta tra 6,850 e 6,950 miliardi, e contro i 6,553 miliardi registrati nell’esercizio 2025. L’adjusted operating income è atteso tra 550 e 580 milioni di dollari, in aumento rispetto alla precedente previsione di 430-460 milioni e rispetto ai 403 milioni del 2025. Per il secondo trimestre, la società prevede vendite nette comprese tra 1,590 e 1,615 miliardi di dollari, rispetto agli 1,459 miliardi del secondo trimestre 2025, e un utile operativo tra 90 e 100 milioni.
Nel trimestre, Victoria’s Secret ha proseguito anche la politica di remunerazione degli azionisti, riacquistando 2,2 milioni di azioni proprie per 100 milioni di dollari, a un prezzo medio di 45,27 dollari per azione. I riacquisti rientrano nel programma da 250 milioni di dollari approvato dal board nel marzo 2024, con 150 milioni ancora disponibili al 2 maggio 2026.
Il contesto resta comunque osservato anche sul piano della governance. Victoria’s Secret continua infatti a confrontarsi con la pressione dell’investitore attivista Bbrc International, riconducibile a Brett Blundy, che ha sollecitato gli azionisti a non sostenere due consiglieri, tra cui la presidente Donna James, contestando alcune scelte passate della società. Come osserva Wwd, tuttavia, anche il fronte attivista riconosce il miglioramento della performance sotto la guida di Super.
Il forte rialzo del titolo riflette quindi un cambio di percezione da parte del mercato, ma alza anche il livello delle aspettative. Secondo l’agenzia stampa, circa il 19% del flottante risulta venduto allo scoperto, un livello elevato che potrebbe aver contribuito alla dinamica del titolo attraverso un possibile short squeeze (una forte risalita del prezzo di un’azione provocata anche dalla chiusura forzata o accelerata delle posizioni ribassiste, ndr).
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