Videogiochi, da giugno le nuove regole per le classificazioni PEGI: cosa cambia

Maggio 04, 2026 - 12:42
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Videogiochi, da giugno le nuove regole per le classificazioni PEGI: cosa cambia

Dal prossimo giugno, i nuovi giochi sottoposti alla classificazione PEGI saranno valutati anche in base ad alcuni rischi interattivi. Il nuovo sistema introdurrà undici criteri, distribuiti in quattro categorie: acquisti dentro il gioco, oggetti casuali a pagamento, funzioni di comunicazione e meccaniche pensate per incentivare accessi frequenti e sessioni prolungate. In pratica, non conteranno più solo contenuti e linguaggio, ma anche alcune dinamiche ormai molto diffuse nei videogiochi, con un impatto diretto sull’età consigliata e indicazioni più chiare per i genitori su come un titolo prova a trattenere, far spendere o mettere in contatto i giocatori.

LE NUOVE REGOLE

Il cambiamento più immediato riguarda gli oggetti casuali a pagamento. Dentro questa categoria rientrano anche le loot box, cioè contenuti virtuali che si acquistano senza sapere in anticipo quale ricompensa si riceverà. Nei giochi che le includono, la classificazione partirà di norma da PEGI 16 e in alcuni casi potrà arrivare a PEGI 18. La novità è che questi sistemi non saranno più indicati solo come una funzione commerciale del gioco, ma potranno pesare direttamente sull’età consigliata.

I giochi con offerte di contenuti in-game limitate nel tempo o nella quantità saranno classificati PEGI 12. I giochi con NFT o meccanismi legati alla blockchain, invece, saranno classificati PEGI 18. PEGI lega quindi in modo più esplicito alcune forme di acquisto interno alla valutazione dell’età, soprattutto quando la struttura commerciale del gioco può incidere sull’esperienza dei minori.

Un’altra categoria riguarda le meccaniche definite play-by-appointment, cioè quelle che premiano il ritorno regolare nel gioco. È il caso, per esempio, delle missioni giornaliere o di sistemi simili pensati per incentivare l’accesso frequente. In questi casi, la classificazione sarà PEGI 7. Se però il gioco non si limita a premiare chi torna, ma penalizza chi non lo fa, per esempio con la perdita di contenuti o la riduzione dei progressi, la classificazione salirà a PEGI 12.

Cambia anche la valutazione delle funzioni di comunicazione online. Se un gioco contiene strumenti di comunicazione completamente liberi, per esempio senza possibilità di bloccare o segnalare altri utenti, sarà classificato PEGI 18. È una soglia pensata per intercettare i casi in cui l’interazione tra giocatori non sia accompagnata da strumenti minimi di tutela.


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