Voghera: un apparente furto d'auto si rivela un costoso incubo burocratico

17 Giugno 2026 - 11:26
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Una banale svista al volante? Ebbene può trasformarsi in un incubo burocratico ed economico. Lo sa bene <strong>Maria Grazia Bandirola</strong>, figlia del celebre centauro <strong>Carlo Bandirola,</strong> il "Leone dell'Oltrepo" che ha fatto la storia del motociclismo nazionale fino al 1960. La donna si è ritrovata protagonista di una vicenda paradossale. Nata da un parcheggio errato e amplificata da un pesante difetto di comunicazione tra le forze dell'ordine di <strong>Voghera</strong>.La storia ha inizio lo scorso 6 maggio in via Aspromonte (a Voghera per l'appunto), davanti al civico 23. Maria Grazia Bandirola parcheggia la sua <a href="https://www.hdmotori.it/toyota-aygo-x-2025-restyling-motore-full-hybrid/">Toyota Aygo</a> senza accorgersi che lo stallo è in realtà riservato ai disabili. Un'infrazione indubbiamente grave, che spinge la Polizia Locale a intervenire legittimamente, rimuovendo il veicolo con il carroattrezzi. Il problema è che nessuno avvisa la proprietaria.<h2>Il giallo dell'auto scomparsa e la denuncia di furto</h2>La mattina successiva, non trovando più la vettura, la donna pensa immediatamente a un furto. Si reca così dai Carabinieri per sporgere denuncia. Durante la redazione dell'atto, i militari contattano il <strong>comando della Polizia Locale</strong> per verificare se il mezzo sia stato rimosso forzatamente. La risposta dei vigili, tuttavia, è categorica: in quella zona non è stato effettuato alcun sequestro o rimozione.Senza altri elementi in mano, l'unica pista plausibile resta quella dei ladri. I Carabinieri consigliano a Bandirola di attendere comunque qualche giorno, nella speranza che l'auto venga ritrovata. Passano dieci giorni di totale silenzio e, convinta di aver perso per sempre la sua Toyota, la donna decide di voltare pagina e <strong>acquista una nuova automobile</strong>, affrontando una spesa importante di <strong>20mila euro</strong>.<h2>La beffa un mese dopo: la multa a casa e il conto del deposito</h2>La verità (purtroppo) emerge solo un mese più tardi. Ovvero quando la "burocrazia bussa alla porta della donna" sotto forma di una sanzione amministrativa. Un verbale, notificato a casa, che riporta <strong>una multa di 346,95 euro</strong> oltre alla decurtazione di <strong>4 punti sulla patente</strong>. È in quel preciso istante che Maria Grazia Bandirola capisce che la sua vecchia auto non è mai stata rubata. Bensì si trova da trenta giorni in un deposito giudiziario.Quindi oltre alla sanzione, si aggiungono le spese di custodia. <strong>Ben 550 euro più Iva</strong>. La donna paga subito la contravvenzione (che grazie al saldo rapido scende a 247,95 euro). E si reca poi al comando della Polizia Locale per chiedere spiegazioni su quel cortocircuito informativo. La risposta ricevuta dai verbali si riassume in una sola parola... un "<strong>disguido</strong>". Un errore di comunicazione interno che, di fatto, è costato alla cittadina oltre ventimila euro.

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