Waze è un'app spiona? Il tracciamento non si spegne mai del tutto
Waze può raccogliere molti più dati sulla posizione di quanti gli utenti immaginino. Il problema si pone soprattutto se a monte è stata concessa l'autorizzazione alla localizzazione "Sempre": in questo caso, l'app può continuare a registrare posizione – appunto – e poi percorsi abituali, velocità di guida, indirizzi di casa e lavoro e altri metadati anche quando non è in uso (tipo di dispositivo, livello di batteria…).
L'obiettivo dichiarato è offrire una migliore esperienza all'utente, attraverso funzioni come il traffico predittivo e i promemoria di partenza. Ma l'utente sembra non avere molta scelta: se volesse dar priorità alla privacy, ad esempio, non avrebbe così tanto gioco. Impostazioni come la modalità "invisibile" o la disattivazione della pubblicità personalizzata non interrompono la raccolta dati da parte di Waze; solo limitano la loro visibilità e il loro utilizzo per altri utenti e per gli inserzionisti.
Per circa 140 milioni di automobilisti ogni mese, Waze è un copilota indispensabile. E per molti di loro lo scambio potrebbe essere alla pari, se si tiene in considerazione quanto è veloce e intelligente l'app. Ma lo sarebbe proprio grazie a un flusso costante di dati di geolocalizzazione, che le permetterebbero – tra l'altro – di offrire info precise sullo stato del traffico e inviare avvisi quando è il caso di partire in anticipo.
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