Wet, wet, wet: la primavera estate di Sportmax è calda. E lo chignon, sbagliato
«Io sono quello che la gente chiama un voyeur. Guardo tutto, ricordo tutto. Sono come un edificio con un’antenna che cattura qualsiasi cosa», disse Karl Lagerfeld. Per il Kaiser l’ispirazione era proprio la strada, dove i look vivevano nel quotidiano. Ed è così che nasce l’ispirazione della sfilata Sportmax primavera-estate 27, con un’immagine quasi cinematografica. Una ragazza, seduta al tavolino di un bar durante un’ondata di caldo, con i capelli fermati alla bell’e meglio da una pinza mal chiusa. È da qui che prende forma tutta l’estetica della collezione, ispirata a una sartorialità aerea e disinvolta fatta di tagli aperti, trasparenze e dettagli in lucite.

Uno dei beauty look della sfilata Sportmax primavera-estate 27 – Emanuela Ghislotti
A tradurre questa ispirazione nel beauty look sono stati Damien Boissinot per ghd, che firma l’hairlook, e Siddartha Simone, Lead Make-up Artist, entrambi impegnati a restituire la stessa sensazione fisica del caldo estivo, della pelle che traspira in modo elegante e dei capelli che si arrendono all’umidità dell’aria, senza però mai scivolare nel trasandato.
Il beauty look della sfilata Sportmax primavera-estate 27: capelli bagnati, ricci voluminosi e uno chignon sbagliato
«L’immagine di partenza è quella di una ragazza vista per strada, seduta al tavolino di un caffè durante la canicola, con i capelli fermati in modo quasi casuale da una pinza mal fissata. Da lì è nata l’idea di una collezione che si porta addosso la strada», racconta Boissinot.

Capelli effetto bagnato e raccolti con il mollettone – Emanuela Ghislotti
Se la sartoria urbana trova un modo per rispondere alle ondate di caldo globali provocate dal cambiamento climatico, perché i capelli dovrebbero raccontare una realtà diversa?
Da questa suggestione sono nati tre look distinti, due dei quali principali. Il primo è il wet look, capelli bagnati «un tocco che ogni ragazza potrebbe fare», racconta Boissinot. Il secondo lavora invece sul riccio naturale, rispettato nella sua texture originaria: «rispettiamo i ricci naturali, ma li amplifichiamo», capelli ricci e voluminosi, portati con naturalezza.

I ricci super morbidi e voluminosi – Emanuela Ghislotti
Il terzo look, più elaborato, è uno chignon basso descritto come «a bit chic», pensato per mantenere quella stessa energia di strada ma con un tocco più elegante e curato — «volevamo un mix tra di qualcosa che fosse urbano, ma allo stesso tempo chic e cool».

Lo chignon, l’ultimo hair look chiave della sfilata Sportmax primavera-estate 27 – Emanuela Ghislotti
Per realizzare il wet look, il prodotto chiave è Sleek Operator, che oltre a dare quell’aspetto bagnato dà alla chioma un aspetto scolpito più che pettinato. Per i ricci voluminosi invece, l’hairstylist ha ripreso la texture naturale per enfatizzarla con la Thin Wand e poi con Curls Gone Wild, che valorizza la texture lasciando il riccio soffice.
Il trucco con pelle effetto sudato e iper radiosa
Sul fronte make-up, Siddartha Simone ha lavorato su una pelle iperluminosa, quasi bagnata, capace di restituire visivamente la stessa sensazione di calore e trasparenza che attraversa gli abiti. «Tutte le ragazze oggi hanno una pelle radiosa, per qualcuna addirittura umettata», racconta Simone.

L’eyeliner punk – Emanuela Ghislotti
Per ricreare questo effetto di sudore chic, il team ha lavorato in stratificazione: sul viso, il gloss è usato come topping sopra l’ombretto e sulla pelle, grazie al MAC Faceglass™ Hydrating Skin Gloss, mentre sul corpo la stessa sensazione di luminosità umida è stata ottenuta con la crema Egyptian Magic. «È tutta questione di trasparenze e, usando tanti elementi luminosi, abbiamo creato un effetto pelle bagnata super fresco», spiega Simone.

Il dettaglio del rossetto arancio bruciato – Emanuela Ghislotti
Oltre alla pelle, che resta il filo conduttore di tutti i look, il trucco si differenzia da ragazza a ragazza con tocchi di colore individuali: alcune modelle sfoggiano un ombretto azzurro chiaro avvolto in gloss, altre un eyeliner grafico dal piglio punk, altre ancora un rossetto arancio bruciato.
«L’obiettivo oggi è piuttosto individuale: non volevamo dare a tutti lo stesso look makeup, ma volevamo connettere tutti attraverso il finish della pelle e la texture», racconta Simone, sottolineando come sia proprio l’incarnato – luminoso, trasparente, sudato – il vero denominatore comune di tutta la sfilata.
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