WMO: tra il 2026 e il 2030 nuovi record di temperatura globale
Il rapporto decennale pubblicato dalla Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) parla chiaro: i prossimi 5 anni saranno caldi, con temperature medie destinate a crescere stabilendo nuovi record. I dati previsionali elaborati dal Met Office britannico evidenziano un cambiamento climatico caratterizzato dall'incremento della temperatura media globale in prossimità della superficie fino a 1,9°C oltre la media del periodo 1850-1900, con un'elevata probabilità che un anno tra il 2026 e il 2030 superi il 2024 come il più caldo di sempre. É altamente probabile che anche la temperatura media complessiva dei prossimi 5 anni superi di 1,5°C la media del periodo preindustriale preso come riferimento.
A incidere sull'aumento delle temperature sarà anche El Niño, previsto già per quest'anno ma i cui effetti più evidenti potranno manifestarsi nel 2027 e nel 2028. Aspettiamoci dunque un'accelerazione dello scioglimento dei ghiacci, così come un intensificarsi delle precipitazioni alle alte latitudini e ai tropici. Al contrario, la siccità rappresenterà sempre più un problema nelle zone subtropicali, specie nell'emisfero australe.
LE PREVISIONI PER I PROSSIMI 5 ANNI
- le temperature medie globali cresceranno a livelli record tra il 2026 e il 2030. La temperatura media globale in prossimità della superficie aumenterà ogni anno 1,3-1,9°C in più rispetto alla media del periodo 1850-1900
- c'è l'86% di probabilità che entro il 2030 venga stabilito un nuovo record di anno più caldo di sempre, attualmente registrato nel 2024
- El Niño si manifesterà con maggior vigore nel 2027 e nel 2028
- le temperature artiche nei prossimi 5 inverni (tra novembre e marzo) saranno 2,8°C sopra la media delle temperature registrate tra il 1991 e il 2020
- tra il 2026 e il 2035 si prevede una riduzione del ghiaccio nel Mare di Barents, nel Mare di Bering e nel Mare di Okhotsk
- nelle prossime 5 estati si prevedono anomalie nelle precipitazioni in Nord Europa, Sahel, Alaska e Siberia
La WMO chiarisce che gli obiettivi stabiliti dagli Accordi di Parigi (1,5 e 2°C) riguardano le tendenze nel lungo periodo. Singoli anni caratterizzati da temperature globali più elevate non significano pertanto che tali traguardi siano diventati irraggiungibili.
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