Youth climate meeting, in 400 al flash mob per il clima con Legambiente. Nel 2026 già 82 eventi meteo estremi

25 Maggio 2026 - 15:25
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Youth climate meeting, in 400 al flash mob per il clima con Legambiente. Nel 2026 già 82 eventi meteo estremi

«La crisi climatica, accentuata dall’utilizzo delle fonti fossili, aumenta la frequenza e l’intensità degli eventi meteo estremi su cui l’Italia dimostra ancora di essere impreparata». Nel week-end di caldo anomalo che si è abbattuto su Italia ed Europa, Legambiente insieme a 400 giovani attivisti e attiviste provenienti da tutta Europa e dalla Palestina ha organizzato un flash mob in spiaggia nell’Oasi di Paestum

L’iniziativa si è svolta nella giornata finale dello Youth Climate Meeting e a supporto di quanto denunciato il Cigno verde ha presentato i nuovi dati 2026 dell’Osservatorio Città Clima. Si tratta di dati che indicano l’urgenza di intervenire: in Italia da inizio 2026 a maggio sono stati 82 gli eventi meteo estremi registrati nella Penisola, in linea con quelli di inizio 2024. Tra quelli più ricorrenti: allagamenti da piogge intense (22), danni da vento (20), 14 danni da mareggiate ed esondazioni fluviali (11). Ha provocato danni stimati in oltre 2 miliardi di euro il Ciclone Harry, tra gli eventi più gravi degli ultimi anni e che nel gennaio 2026 ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna. Il ciclone si è abbattuto anche su una buona parte delle coste del Mediterraneo causando dieci vittime tra Spagna, Grecia, Tunisia e Algeria; oltre ad aver contribuito al naufragio e alla morte di un numero compreso fra i 380 e i 1000 persone migranti partiti dalla Libia e della Tunisia. Ora si aggiunge l’ondata di caldo anomalo che non risparmia neanche il resto del mondo. Il rischio è che di questo passo si vada verso un «2027 bollente» che potrebbe diventare, secondo Copernicus, l’anno più caldo mai registrato sul nostro pianeta. 

È una situazione preoccupante quella denunciata dagli attivisti e attiviste di Legambiente e dai partecipanti degli altri Paesi, con una performance simbolica e corale in spiaggia, per ribadire l’urgenza in Italia di più politiche di mitigazione e adattamento e di una politica energetica nazionale che punti davvero sulle rinnovabili abbandonando le fonti fossili. Solo così si potrà contrastare la crisi climatica, ridurre le bollette, produrre nuovi posti di lavoro green e superare le attuali geopolitiche. Lungo il lido di Paestum l’azione collettiva: con i “Kings”, rappresentazione dei potenti della Terra e degli interessi legati ai combustibili fossili, interpretati da persone in maschera, che sono stati circondati da una folla di giovani in mobilitazione: l’immagine di una società civile che chiede di superare il modello fossile responsabile della crisi climatica e al centro dei principali conflitti in corso a livello globale. Esposto sulla spiaggia lo striscione “La pace è rinnovabile, la guerra è fossile” e ricreato sulla sul lido il simbolo della pace costituito dai partecipanti al flash mob (Il video dell’azione disponibile in mattinata sui social di Legambiente). 

«L’azione, promossa nell’ambito dello Youth Climate Meeting 2026 di Legambiente, - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente –  richiama con forza l’attenzione pubblica e istituzionale sulla necessità di contrastare la crisi climatica e di mettere al centro della politica climatica una transizione ecologica, capace di ridurre le emissioni, abbassare il costo delle bollette e garantire un clima di pace e condizioni di vita migliori per tutte le persone; perché sia un’azione realmente efficace e concreta però va fatta velocemente. I dati che abbiamo diffuso oggi con il nostro Osservatorio Città Clima ci dicono raccontano bene gli effetti della crisi climatica anche nel nostro Paese, non possiamo più aspettare. È tempo di agire». 

“Da Paestum – aggiunge Mattia Lolli, responsabile ufficio volontariato Legambiente - attiviste e attivisti lanciano un coordinamento internazionale per le prossime mobilitazioni climatiche. Il tempo dei re e dittatori delle fossili e delle loro guerre è finito. Noi iniziamo quello della giustizia climatica e della transizione ecologica”.

Le organizzazioni presenti all’evento hanno anche lanciato l’appuntamento del 14 novembre 2026 del Climate Pride a Roma, una grande mobilitazione durante la COP31 Antalya, in Turchia che coinvolgerà movimenti, associazioni e cittadine e cittadini. Un’occasione per affermare che il contrasto alla crisi climatica è una evidente necessità per salvare il Pianeta, un grande opportunità occupazionale e anche una sacrosanta battaglia per i diritti, per l’inclusione e per la dignità dei popoli e delle generazioni future in armonia con l’intero ecosistema.

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