7000 abitanti e 3 mega data center: il caso simbolo della corsa all'AI in Italia
In Italia si contano attualmente quasi 200 data center, presto saranno 300. Un boom che sembra non avere limiti, sostenuto dalla fame di intelligenza artificiale delle Big Tech globali, dalle forti ricadute economiche, sociali ed ambientali. Succede così che a Pregnana Milanese, che di anime ne conta appena 7.000, i data center in costruzione siano addirittura tre.
Il comune alle porte del capoluogo lombardo è l'emblema di questo periodo post-industriale: via le vecchie fabbriche, dentro le mega strutture per i server. Una manna per l'Amministrazione locale, visto quanto incasserà tra oneri e compensazioni, un fardello per l'ambiente a causa degli enormi consumi energetici, idrici e di suolo richiesti dal loro funzionamento. E intanto in pochissimo tempo il valore dei terreni nell'hinterland milanese è aumentato fino a cinque volte.
Sorgeranno laddove una volta c'erano gli stabilimenti Olivetti, Citroën e Iveco, tutte aree dismesse che ora torneranno a vivere grazie a mastodontici investimenti spesso e volentieri a firma straniera. Dietro al data center nell'ex area Citroën, ad esempio, c'è Damac, gruppo dell'imprenditore emiratino Hussain Sajwani, che si è appoggiato all'intermediario immobiliare Ara Logistica per interfacciarsi con l'amministrazione locale. Il data center non sarà né dell'uno, né dell'altro: solo quando tutto sarà pronto subentrerà la big tech utilizzatrice.
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