Made in Italy inarrestabile: boom del Parmigiano negli Usa e clamoroso dietrofront sulle etichette choc dell’Irlanda sul vino

14 Luglio 2026 - 00:45
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Made in Italy inarrestabile: boom del Parmigiano negli Usa e clamoroso dietrofront sulle etichette choc dell’Irlanda sul vino

Parmigiano al top negli Usa mentre l’Irlanda frena sui dazi e le etichette choc contro il vino

L’orgoglio Made in Italy in Europa e non solo: vola il Parmigiano negli Usa, mentre l’Irlanda frena sui dazi e le etichette shock contro il vino. Ma procediamo con ordine. E partiamo dal modello agroalimentare italiano che continua a fare scuola nel mondo, smentendo i profeti di sventura, e difendendo i propri asset strategici sul tavolo comunitario. Dalla tutela delle eccellenze lattiero-casearie oltreoceano. Alla strenua difesa dei nostri vitigni contro i tentativi di boicottaggio burocratico in Europa, la linea della sovranità alimentare tracciata dal governo di Roma segna punti decisivi per l’economia nazionale.

Vola il Parmigiano negli Usa: l’oro dei nostri pascoli conquista l’America

Partiamo allora dal Parmigiano Reggiano, indiscutibile simbolo dell’eccellenza gastronomica tricolore, che mette a segno un risultato straordinario negli Stati Uniti: nei primi cinque mesi dell’anno l’export è cresciuto del 2,5%. Dati che il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha rivendicato con fermezza contro chi, in passato, paventava catastrofi commerciali a causa dei dazi.

Parmigiano e non solo, Lollobrigida: «Questo Governo continuerà a difendere il lavoro dei nostri produttori in ogni sede»

«Mentre c’era chi si fasciava la testa cedendo al disfattismo, la realtà dimostra che chi vuole mangiare italiano non rinuncia al valore del nostro cibo», ha spiegato il ministro, plaudendo alla sinergia tra il Consorzio e la Parmigiano Reggiano Usa Corporation. Un legame che si sposa perfettamente con programmi di educazione alimentare come il “Make America Healthy Again”, confermando le proprietà nutrizionali di un prodotto DOP insostituibile, da proteggere a ogni costo dall’odiosa piaga dell’Italian Sounding. Concludendo il suo intervento col dire: «Questo Governo continuerà a difendere il lavoro dei nostri produttori in ogni sede, contrastando l’Italian Sounding e i falsi miti che tentano di speculare sul nostro patrimonio gastronomico».

Parmigiano al top negli Usa mentre l’Irlanda frena sui dazi e le etichette choc contro il vino

Ma non è ancora tutto. Parallelamente alla spinta sul mercato americano, (in barba a tutti gli allarmi su dazi e contro-dazi), infatti, l’Italia incassa un successo politico cruciale a Bruxelles. Un traguardo a tutela anche del comparto vitivinicolo. Al termine del Consiglio agricoltura e pesca, infatti, Lollobrigida ha annunciato che l’Irlanda sta ufficialmente allentando la stretta sull’applicazione delle controverse «etichette allarmistiche» sulle bottiglie di vino. Tanto che il ministro ha asseverato con nettezza e fierezza: «L’Irlanda sta rinunciando all’applicare etichette allarmistiche sugli alcolici, in particolare sul vino».

Vino, Lollobrigida: «L’Irlanda sta rinunciando alle etichette allarmistiche»

Lo ha rilanciato il ministro all’Agricoltura Francesco Lollobrigida, al termine dei lavori del Consiglio agricoltura e pesca. Ricordando che il tema è stata una delle prime discussioni avute con i colleghi irlandesi al momento dell’insediamento del governo. All’epoca «si dava per certo che sarebbero state applicate etichette allarmistiche sugli alcolici. In particolare sul vino, in Irlanda. Abbiamo ottenuto che questo venisse inizialmente rimandato. E abbiamo avuto l’occasione di farcelo dire dal ministro, che oggi presiede il consesso a cui ho appena partecipato, come garanzia che, insomma, stanno rinunciando all’idea», conferma Lollobrigida. Definendo la mossa contraria al mercato unico. E «non utile allo scopo». Ossia, fornire una fotografia degli effetti sulla salute dei prodotti alcolici, se portata avanti con le modalità inizialmente previste da Dublino.

Dal Parmigiano al vino, la vittoria del buonsenso: l’Italia disinnesca e congela il “falso allarme”

Una misura salutista ideata da Dublino che, fin dall’insediamento dell’esecutivo, era stata data per certa. Ma che l’azione diplomatica italiana è riuscita prima a congelare. E ora a disinnescare. Per l’Italia, l’iniziativa irlandese non solo violava le regole del mercato unico, ma risultava del tutto inutile per una corretta educazione alla salute. La ritirata di Dublino rappresenta dunque la vittoria del buonsenso e della cultura mediterranea, contro il proibizionismo ideologico.

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