Indagine sulle quote societarie di Sala. Il sindaco in Consiglio comunale si difende: “Mai preso un euro, rinuncio alle quote”

Beppe Sala, sindaco di Milano, rinuncerà alla partecipazione da 10.000 euro nella società Finalter, oggetto delle critiche del centrodestra perché la società di consulenza fondata dall’ex collaboratore del sindaco in Expò (poi in cda Atm) Pietro Galli, sarebbe in complessi rapporti di consulenza con fornitori di società comunali come il colosso Engineering.
La denuncia di FdI
Era stata Fratelli d’Italia a denunciare la presenza di quote societarie in mano al sindaco, sulle quali indaga anche la Procura. E il primo cittadino si è difeso oggi nel civico consesso.
“Ho dato disposizione al mio trustee perché conferisca la mia stessa partecipazione al socio di maggioranza, alla stessa quota a cui l’ho pagata io, cioè 10mila euro”, ha detto il primo cittadino nell’aula del Consiglio comunale spiegando che dismetterà la sua partecipazione nella società di consulenza Finalter, su cui Procura e GdF stanno facendo degli accertamenti. Una notizia che ha provocato polemiche politiche e richieste di chiarimenti da parte del centrodestra.
“Chiamatemi incapace ma sono onesto”
“Ho una lunga carriera professionale, manageriale e poi politica alle spalle. Non ho da ridire se vengono criticate le mie capacità professionali, ma mi dispiace molto se si fanno illazioni sulla mia integrità morale”, ha aggiunto ancora il sindaco.
“Si tratta di una società costituita con Galli dopo Expo, prima di essere eletto sindaco di Milano, con un investimento molto limitato di 10mila euro – ha rimarcato -. Una volta deciso di entrare in politica ho congelato la mia quota in un trust con l’idea che in futuro avrei potuto dedicarmi ad attività di consulenza”. Questo trust “non ha sede in un paradiso fiscale”, ha chiarito Sala riportando quanto scritto da alcuni media “ma in Italia”. Alcuni giornali poi “si sono dilettati nell’accusa di non aver reso pubblica questa partecipazione – ha poi proseguito il sindaco -. Ho fatto fare una verifica alla mia segreteria e ho recuperato un documento del 2016, si tratta della dichiarazione della situazione patrimoniale al Comune e lì avevo indicato la mia partecipazione. Negli anni a venire si va per variazione quindi se non cambia nulla il documento rimane così”, ha concluso Beppe Sala.
Il dubbio da chiarire
Beppe Sala non ha ancora chiarito, però, perché non abbia denunciato questa quota partecipativa come impone la legge per quanti hanno incarichi elettivi. E su questo tema è prevedibile che le polemiche continuino.
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