A Trump serve una vittoria facile e Cuba è la vittima perfetta

La coincidenza tra l’insistenza di Donald Trump su presunti grandi progressi nelle trattative diplomatiche con l’Iran (fino al punto da scontrarsi al telefono con Benjamin Netanyahu) e l’improvvisa incriminazione di Raúl Castro da parte del dipartimento della Giustizia americano per l’abbattimento di due aerei nel 1996 (trent’anni fa esatti, e poi ci lamentiamo della lentezza della giustizia italiana), mi conferma nella convinzione già espressa qui: prima delle elezioni di metà mandato, a novembre, Trump deve chiudere in qualsiasi modo la guerra in Iran e inventarsi qualcosa per distrarre l’opinione pubblica dal clamoroso fallimento ottenuto.
Qualcosa che rilanci la sua popolarità, anzitutto nella base del movimento Maga. A questo scopo, dal suo punto di vista, non mi viene in mente niente di meglio che cacciare finalmente gli odiati comunisti dal cortile casa.
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