Abusi sessuali alla scuola militare Teulié, indagati anche i vertici dell’istituto: avrebbe coperto le violenze del prof

09 Giugno 2026 - 11:47
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L’indagine sugli abusi commessi da un professore di italiano nei confronti di otto studenti della scuola militare Teuliè, storico istituto militare milanese, si allarga. I pubblici ministeri della Procura di Milano Alessia Menegazzo e Letizia Mannella, che fanno parte del dipartimento che si occupa dei reati a sfondo sessuale, hanno iscritto nel registro degli indagati il preside della scuola colonnello Antonio Calligaris, e il comandante dei carabinieri interni all’istituto, Giuseppe Marturano: entrambi sono accusati di omissione di atti d’ufficio.

La decisione è arrivata, scrive il Corriere di Milano, dopo le prime audizioni in Procura delle otto vittime e di altri testimoni nell’inchiesta che vedeva inizialmente come unico indagato il docente di italiano 48enne accusato di violenza sessuale, concussione e maltrattamenti agli arresti domiciliari dallo scorso 4 giugno.

Secondo l’accusa il docente dall’ottobre 2024 ad oggi avrebbe sottoposto i suoi studenti a continue sopraffazioni, umiliazioni e mortificazioni arrivando fino manipolarli con una continua pressione psicologica in modo da costringerli a subire le sue continue attenzioni sessuali. Nell’ordinanza di custodia cautelare il gip Elio Sparacino aveva inoltre sottolineato come il docente anche “dopo aver saputo di essere sottoposto a indagine ed essendo perfettamente conscio dell’illegittimità del suo comportamento, ha cercato di inquinare le prove arrivando a chiedere a degli studenti” di “mentire ai magistrati requirenti”. Docente che, “abusando della posizione educativa ricoperta”, e in particolare del ruolo “di componente interno della Commissione al prossimo esame di Maturità”, e della condizione “di assoggettamento psichico degli studenti, sottoposti a un regime di sopraffazione, vessazione, umiliazione e manipolazione, costringeva i giovani allievi a subire abusi sessuali, a condividere particolari della vita intime”. L’insegnante avrebbe anche consegnato soldi ai ragazzi, dai 100 ai 300 euro, sempre stando agli atti, e chiedeva in alcuni casi anche di inviargli “fotografie erotiche”.

Ora, negli sviluppi dell’indagine, finiscono nell’inchiesta anche il presidente e il comandante della polizia militare della Teuliè. Entrambi, secondo la Procura, avrebbero omesso o ritardato di denunciare un reato di cui avevano saputo nell’esercizio delle funzioni, scegliendo di coprire il docente denunciato dai suoi alunni in un clima di sostanziale omertà.

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