Malagò chiude il cerchio magico azzurro: dopo Oriali è in arrivo Zola

03 Agosto 2026 - 08:30
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Malagò chiude il cerchio magico azzurro: dopo Oriali è in arrivo Zola

Il cerchio magico azzurro è chiuso. Roberto Mancini in panchina, Claudio Ranieri a dirigere l’area tecnica, Oriali team manager e Zola “terza figura”. Nella nuova architettura della FIGC, il presidente Giovanni Malagò ha scelto due elementi di peso e legati tecnicamente e umanamente al Commissario Tecnico e al Direttore Tecnico.

Oriali e Zola: una scelta tecnica e di immagine

Gabriele Oriali torna come team manager e raccoglie l’eredità di Gigi Buffon: anche in questo caso è un ritorno a casa. Tecnicamente la scelta è indiscutibile: è uno dei migliori team manager sul mercato. È molto legato a Roberto Mancini: hanno condiviso la cavalcata dell’Europeo vinto nel 2021 e il ct lo considera insostituibile come collante e uomo di raccordo fra calciatori e federazione. Quella di Zola è una scelta che “regge” anche a livello di immagine. È in primis, un numero “10” vecchie maniere, da non inquadrare tatticamente ma lasciato libero di seguire istinto e sprigionare talento. La sua carriera parla per lui: fra i primi calciatori italiani capaci di costruirsi una immagine internazionale riconoscibile lontano dalla serie A.

La “Riforma Zola”: vivai obbligatori, spazio ai giovani e stretta sui prestiti

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Il motivo per cui Malagò guarda a Zola va oltre il prestigio internazionale e l’amicizia. L’ex fantasista ha costruito negli ultimi anni una proposta di riforma del calcio italiano partendo dalla Serie C, categoria che considera decisiva per la formazione tecnica e umana. Per questo le società dovranno inserire in rosa almeno sei calciatori cresciuti nel proprio settore giovanile, quota destinata a salire progressivamente nelle prossime stagioni: chi non rispetterà gli obblighi rischierà sanzioni economiche e una riduzione dei contributi. Previsti anche minutaggi minimi obbligatori e un tetto massimo ai prestiti provenienti da Serie A, Serie B e dall’estero per incentivare la crescita dei talenti interni e limitare quanto più possibile il “parcheggio” di esuberi nelle serie inferiori.

Zola e Ranieri: dall’azzurro del Napoli a quello della Nazionale

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Zola è una scelta dettata anche dalla grande affinità con Claudio Ranieri che lo stima e lo conosce sin dai primi anni ’90 quando il giovanissimo talento sardo eredita la pesantissima maglia numero 10 del Napoli orfano di Maradona. Sulla panchina azzurra c’era proprio l’attuale direttore tecnico della nazionale che oggi come allora ne sposa in toto le idee: sia l’uno che l’altro ritengono che nelle scuole calcio (da rendere più accessibili economicamente) sia più importante formare i ragazzi tecnicamente prima ancora che tatticamente. Ed entrambi sposano l’idea che nelle categorie giovanili si debba abbandonare la logica del risultato anteponendo ad essa lo sviluppo del talento. Il cerchio magico si chiude dunque con “Magic Box”. Non resta che attendere il responso del campo.

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