Accoltellatore di Milano, spunta un sospetto inquietante: il gambiano avrebbe già colpito in Inghilterra. Era noto all’Interpol?

L’ultimo fatto di sangue avvenuto nel quartiere San Siro con l’accoltellatore di Milano in azione improvvisa quanto sanguinosa, non fa che confermare l’emergenza della città. Dietro la brutale aggressione di sabato mattina fuori da un bar di Via Capecelatro, dove un uomo di 55 anni ha rischiato la vita per l’aggressione violenta di un gambiano 22enne, emerge ora il profilo inquietante del giovane nato in Italia ma di origini africane, e con un passato nebuloso e potenzialmente già segnato dal crimine internazionale.
Accoltellatore di Milano, il delirio dell’aggressione nei giorni prima dell’agguato
Come ormai noto, l’aggressore si chiama Lamin Saidilly. Ha 22 anni, ed è nato in Italia da genitori del Gambia. Il giovane era in fuga dallo scorso 23 giugno da Conegliano, in provincia di Treviso, dopo una violenta lite con il padre che lo accusava di non contribuire alle spese di casa. Arrivato nel capoluogo lombardo, per una settimana ha alloggiato in vari alberghi della zona ovest, pagando regolarmente. Poi il vuoto: quattro giorni passati a vagare per la città, probabilmente dormendo in strada. Fino all’esplosione di violenza cieca e apparentemente ingiustificata contro il cinquantacinquenne, ora ridotto in condizioni gravissime, a combattere tra la vita e la morte.
Da Milano a Leeds, il sospetto dall’Inghilterra: il 22enne gambiano ha già colpito fuori confine?
Ma il vero dettaglio choc emerge dalle indagini degli inquirenti, che stanno scavando nel passato del giovane. Quello di Milano potrebbe non essere affatto il suo primo tentato omicidio. Le autorità italiane sono infatti in attesa di conferme ufficiali da parte degli investigatori britannici, tramite i canali dell’Interpol, su un gravissimo precedente, a scopo di rapina, avvenuto a Leeds nel 2023.
Accoltellatore di Milano, l’aggressore in fuga dopo una lite col padre: verifiche su un possibile precedente
L’aggressore si chiamava Lamin Saidilly e l’età – 19 anni all’epoca – torna con quella del 22enne nato in Italia da genitori del Gambia e poi trasferitosi con la famiglia in Inghilterra. Nel Regno Unito Saidilly avrebbe scontato anche un paio d’anni di carcere, prima di fare rientro in Veneto alla fine del 2025.
Accoltellatore di Milano, l’ultima cartina di tornasole di un’accoglienza e di un’integrazione fallite
Una parabola inquietante che smonta, per l’ennesima volta, la retorica progressista dell’integrazione a tutti i costi. In Italia, nel Trevisano, il ventiduenne viveva col padre in una casa condivisa e aveva persino trovato un impiego stabile presso la sede locale di una nota industria alimentare. Eppure, è bastato un rimprovero familiare per scatenare una spirale di fuga e violenza bestiale, esportando nel cuore di Milano la stessa furia cieca forse già sperimentata, con tutta probabilità nelle periferie britanniche.
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