Aggressione sotto casa al vicedirettore di Libero: nella Milano di Sala la sicurezza è un’emergenza quotidiana

“A Milano ti accoltellano per caso”, scriveva Libero dopo l’aggressione di sabato mattina a San Siro. Un titolo che ha rischiato di diventare realtà anche per il vicedirettore della testata, Lorenzo Mottola, che poche ore dopo, in pieno giorno e in una zona centrale della città, si è trovato a sua volta davanti a un uomo armato di coltello, come ha raccontato lui stesso.
Una domenica qualunque
Sono circa le 12.30 di domenica. Mottola rientra a casa con la moglie e due bambini piccoli, di uno e tre anni, dopo una mattinata normale: le prime prove in bicicletta del figlio maggiore, qualche giocattolo e un libro da recuperare nell’auto parcheggiata poco distante, il rientro verso il portone. Una scena familiare, ordinaria, milanese. Finché la normalità si scontra con la bruta realtà.
Davanti alla vettura, il giornalista nota una Porsche nera ferma su un passo carraio e tre uomini nei pressi: uno su un motorino, un altro vicino all’auto e un terzo che gli si para davanti. L’uomo lo affronta subito con insulti e tono minaccioso. «Dove vai, figlio di…». Mottola prova a spiegare che deve soltanto prendere alcuni pacchi dalla propria macchina. «Ma cosa vuoi? Quella è la mia macchina, non ti conosco, addio».
La minaccia davanti ai figli
Il presunto aggressore lo accusa di mentire, sostiene che quella non sia la sua auto, si avvicina e gli mostra il coltello. Poi la frase: «Ti taglio la faccia». Non basta. L’uomo si rivolge anche alla moglie, che si trova davanti al portone con i bambini e inizialmente non si scorge l’arma. Le urla di dire al marito di andarsene, se non vuole fare una brutta fine. A quel punto Mottola sceglie l’unica via ragionevole: porta tutti dentro il palazzo ed evita lo scontro.
La rapina mancata
Solo dopo emerge il contesto. Secondo quanto riferito da un terzo uomo presente sul posto, i due individui avrebbero tagliato una gomma della Porsche per costringere il proprietario a fermarsi e rapinarlo. Mottola sarebbe arrivato per caso, scambiato per qualcuno intenzionato a disturbare il colpo. Una coincidenza, dunque. Ma sufficiente per ritrovarsi minacciati con un coltello sotto casa, con moglie e figli a pochi passi.
Il tema sicurezza
Il caso arriva dopo l’accoltellamento di San Siro, dove un uomo è stato colpito con numerose fendenti davanti a un bar. Due episodi diversi, un’unica domanda: che cosa sta diventando Milano?
La sinistra del sindaco Beppe Sala continuerà probabilmente a spiegare che la sicurezza è materia dello Stato. Ma è una risposta troppo comoda. Serve solo a giocare a scarica barile. Il Comune ha responsabilità sulla vivibilità urbana, sul presidio del territorio, sul degrado, sulla polizia locale, sul modello di città che ha costruito e difeso per anni.
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