Addio a don Mazzi, compagno di strada di chi ha perso la via
Don Antonio Mazzi
Don Antonio MazziVenerdì 31 luglio è morto a Milano, nella sua casa all’interno del Parco Lambro a Milano, don Antonio Mazzi, sacerdote ed educatore veronese fondatore di Exodus, la comunità che da oltre quarant’anni accoglie i giovani in lotta contro la tossicodipendenza.
I funerali si svolgeranno il 3 agosto alle 15 nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, mentre la camera ardente sarà allestita e aperta a tutti presso la sede di Exodus, Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro a Milano, sabato 1 agosto, dalle 17 alle 20 e domenica 2 agosto dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 20. La tumulazione avverrà invece in forma strettamente privata presso l’Abbazia di Maguzzano (Bs), nel cimitero dell’Opera don Giovanni Calabria, la sua Congregazione.
Il ricordo sul sito dell’Opera Don Calabria
Il ricordo sul sito di Famiglia Cristiana
Il profilo
Nato a Verona il 30 novembre 1929, nel 1955 viene ordinato sacerdote nella Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza – Opera Don Calabria. Negli anni Sessanta si specializza frequentando corsi di psicologia, psicopedagogia e psicanalisi. Successivamente approfondisce le problematiche della disabilità anche attraverso stages all’estero.
Dopo alcuni incarichi direttivi e pastorali a Ferrara, nel Vicentino, a Roma e a Verona, nel 1979 diventa direttore dell’Opera don Calabria di Milano in via Pusiano, a ridosso del Parco Lambro, all’epoca teatro di massicci spacci di droga. La presa di coscienza della gravità del fenomeno della tossicodipendenza si concretizza nell’ideazione del Progetto Exodus e nella realizzazione di percorsi alternativi al carcere per ex tossicodipendenti. La Cascina “Molino Torrette” al Parco Lambro diventa la sede madre dei Progetti Exodus (poi trasformatisi in Fondazione). Nel 1985 dà vita a una Unità Mobile, precursore delle “attività di strada”. Nel 1989, presso la Stazione Centrale di Milano, apre un Sos per i disperati che vagano dentro e fuori la stazione. È del 1998 l’avvio di una serie di iniziative chiamate «Tremenda Voglia di Vivere», tra cui il noto diario scolastico che porta il nome di «Tremenda».
Tra le altre iniziative da lui ideate, l’Associazione Ambalaki in Madagascar, a servizio dei giovani che vivono nei Paesi in via di sviluppo, una comunità per aiutare i ragazzi di strada in Patagonia e il Movimento “Educatori senza Frontiere”, affiancato ai “Medici senza Frontiere”.
Da sempre attivo nel campo del giornalismo e della comunicazione, ha collaborato con quotidiani locali e nazionali, periodici nazionali e importanti testate giornalistiche: Famiglia Cristiana, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giorno, Avvenire, Jesus, Vita Pastorale, ecc. È stato anche ospite assiduo di trasmissione televisive e radiofoniche (ricordiamo in particolare la partecipazione fissa per molti anni alla trasmissione di Rai 1 Domenica in).
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