Adunata degli alpini, Salis risponde alle polemiche: “Non trasformatela in uno scontro di trincea”

Maggio 05, 2026 - 17:59
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Adunata degli alpini, Salis risponde alle polemiche: “Non trasformatela in uno scontro di trincea”
silvia salis

Genova. “Vi invito a non trasformare questo fine settimana in uno scontro di trincea. Le contrapposizioni, gli insulti, la mancanza di rispetto, da una parte e dall’altra, non aiutano a festeggiare l’Adunata né a proteggere la città, ma rischiano di ferire sia i genovesi che gli alpini“. È il punto centrale del discorso che la sindaca Silvia Salis ha pronunciato oggi in apertura della seduta del Consiglio comunale, aprendo il dibattito in aula rossa.

Un intervento per dare il “benvenuto” agli alpini in città, ma anche per rispondere alle tante polemiche di questi giorni, dalle esternazioni social di un’esponente di Avs ai cartelli in centro storico fino all’ultimo episodio, una sorta di “vademecum” pubblicato dalla Rete di donne per la politica con una serie di consigli anti-molestia rivolti alle donne tra cui munirsi di un fischietto per attirare l’attenzione e contatti dei centri antiviolenza.

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Un tema “delicato e fondamentale”, riconosce Salis rivolgendosi alle “donne di questa città che hanno che hanno espresso timori richiamando episodi inaccettabili avvenuti in passate edizioni dell’Adunata in altre città. Voglio dirvi che le vostre preoccupazioni non sono rimaste inascoltate. Nessuna donna, mai, dovrebbe sentirsi insicura a camminare per le strade della propria città. Le molestie, anche quelle verbali o travestite da goliardia, non sono folklore: sono violenza. Su questo, a Genova, la tolleranza è e sarà sempre pari a zero. E con tutta la collaborazione e la sensibilità mostrata dall’Associazione nazionale alpini, abbiamo potenziato i presidi di sicurezza, creato canali di ascolto rapido e sensibilizzato le forze dell’ordine per intervenire tempestivamente. Ma le colpe, gravi e intollerabili, di singoli individui nel passato non possono e non devono macchiare la storia e il presente di un’intera comunità che ha valori profondi”.

“Il mio ruolo di sindaca – interviene ancora Salis – non è solo quello di celebrare i momenti di festa, ma anche e soprattutto quello di ascoltare il battito della città. E non posso, né voglio, ignorare le tensioni che hanno attraversato Genova in questi ultimi giorni. Ho letto i volantini e i post sui social, ho visto le scritte sui muri, ho ascoltato le polemiche. Quando una comunità si divide in modo anche duro, le istituzioni hanno il dovere di riportare tutto al dialogo. Dialogo non è cadere nella trappola del pregiudizio, ma neppure fare leva sui timori dei cittadini per trasformali in inutile polemica politica”.

Poi, rispetto ai disagi che “inevitabilmente” l’adunata creerà. “Stiamo parlando di un evento che porta centinaia di migliaia di persone in città, che senza dubbio stravolge la quotidianità. Vi chiediamo scusa per il traffico e le difficoltà negli spostamenti, per le chiusure e i disservizi. E vi ringraziamo per la pazienza. Abbiamo applicato perlopiù protocolli standard, applicati anche da altre città prima di noi. C’è chi dice che 25 anni fa era stato tutto più semplice. È possibile, ma in 25 anni sono cambiate tantissime cose, a partire dai protocolli di sicurezza per organizzare manifestazioni di questa portata. Chiudere scuole, parchi, giardini, strade non è una misura piacevole, ma è necessaria, come dimostrano anche le tante altre città che hanno ospitato gli alpini negli ultimi anni”.

Da parte della sindaca sono arrivati anche riconoscimenti per le penne nere che “hanno attraversato le pagine più drammatiche e significative della nostra storia”. La scelta di Genova per l’adunata nazionale “ha a che fare con la ferita più dolorosa della nostra storia recente: quando il ponte Morandi è crollato, gettando la nostra città nel buio e nell’emergenza, gli alpini sono stati tra i primi a correre in nostro aiuto. Per questo, abbiamo raccolto dall’amministrazione precedente il testimone dell’ospitalità della 97esima Adunata nazionale e cercato di organizzare il tutto per il meglio”.

Chiediamo ai genovesi di partecipare a questa festa. E a chi preferirà non farlo, chiediamo un po’ di pazienza – aggiunge ancora la sindaca -. Ci saranno giorni in cui ospiteremo altri appuntamenti che faranno più piacere a voi e meno ad altri. Genova è una città di porto, che nei secoli ha fatto dell’accoglienza, dell’incontro e del rispetto reciproco la sua forza più grande. Dimostriamo tutti che sappiamo ospitare una grande festa, garantendo il rispetto per chiunque e tutelando la serenità di chi vive la città ogni giorno”.

Bianchi (Fdi): “Salis non accetta critiche e smentisce la sua maggioranza”

“Il sindaco Salis, a favore di telecamere come piace a lei, dà il benvenuto agli Alpini a Genova per l’imminente adunata provando a far dimenticare non solo il no ideologico con cui, insieme alla sua maggioranza, lo scorso consiglio ha bocciato un ordine del giorno a favore di questo evento ma anche il proprio imbarazzante silenzio dopo le inaccettabili scritte e i manifesti apparsi in città”, così Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale.

“Il classico discorso studiato e preparato che ha avuto il solo scopo di provare a mitigare la spaccatura della sua maggioranza con i colleghi regionali di centrosinistra che oggi hanno dato pubblicamente il proprio sostengo a questo appuntamento”, continua.

“E lo hanno fatto collaborando e condividendo un documento con il centrodestra. Una spaccatura che evidentemente ha innervosito e non poco il Sindaco che, con un atteggiamento arrogante che purtroppo oramai abbiamo imparato a conoscere, attacca gratuitamente e con una modalità assolutamente infantile la passata amministrazione inventandosi offese inesistenti dimostrando, per l’ennesima volta, di non accettare nessun tipo di critica”, conclude.

Da Lega a Vince Genova, centrodestra all’attacco

Per Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova, l’intervento di Salis è stato “tardivo” e non ha sgomberato il campo dalle ambiguità dei giorni scorsi: “Nei giorni scorsi abbiamo assistito a scelte discutibili, come la chiusura di scuole e mercati, che hanno irritato molte persone e fomentato fastidio verso la manifestazione; abbiamo ascoltato la frase infelice dell’assessore Ferrante che ha paragonato l’adunata ad un’allerta meteo; abbiamo assistito ad insulti irripetibili e volgari provenienti dal mondo della sinistra contro il corpo degli alpini, definiti sessisti, molestatori, e così via. In consiglio comunale ci è stato detto che non sarà una parata – guai ad usare questa espressione che evoca il mondo militare – ma una simpatica camminata tra amici, quasi fosse una carnevalata, che pone alla città moltissimi problemi organizzativi: è stato così fatto passare un messaggio che ho percepito come fortemente negativo, quasi che Genova debba prepararsi a subire un’invasione molesta e ho avuto la netta sensazione che ci fosse chi tirava a spaccare la nostra comunità su questo evento. E tutto questo non restituisce una bella immagine della città”.

Paola Bordilli, capogruppo della Lega, ha ribadito che la vicinanza agli alpini avrebbe potuto essere espressa già la scorsa settimana quando il centrodestra aveva chiesto all’amministrazione di prendere le distanze da chi parlava dell’adunata come di una “celebrazione della mascolinità tossica”.

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