“The Cal” 2027, dedicato all’India e con due fotografi (anzi tre)

Quello del 2027 sarà il Calendario Pirelli delle prime volte. Per la prima volta nella sua storia, “The Cal” — come lo chiama chi lo conosce, con la familiarità affettuosa e tipica che si riserva alle istituzioni longeve — sarà dedicato all’India. Per la prima volta ospiterà il lavoro di due diversi fotografi. Anzi tre. E per la prima volta vedrà un artista dell’immagine, il norvegese Sølve Sundsbø, firmare per due anni consecutivi il Calendario. Ma ripartiamo dall’inizio.
Pirelli aveva scelto di affidare l’edizione 2027 al maestro indiano Raghu Rai. Il fotografo ottantatreenne, allievo di Henri Cartier-Bresson, e considerato dalla Bbc «il fotoreporter più celebre dell’India», aveva dedicato gli ultimi tre mesi al progetto, con l’intento di cristallizzare la sua visione di un Paese che conosceva come pochi al mondo e conscio di combattere da due anni contro un male incurabile. Rai è scomparso il 26 aprile e Pirelli ha deciso che quella parte di Calendario, il suo lavoro, non poteva andare perso, proponendo alla figlia Avani, filmaker e anch’essa fotografa di caratura internazionale, di raccoglierne il testimone.
Avani Rai ha accettato con una motivazione affidata al comunicato di Pirelli, ma che vale la pena di citare quasi per intero: «Non sopporterei l’idea che il progetto rimanesse incompiuto. Dargli vita è per me qualcosa di profondamente personale, come se entrassi nel suo sguardo e nel modo in cui vedeva l’India attraverso la sua macchina fotografica. Portare avanti questo progetto è un modo per restargli vicina, per mantenere viva una parte di lui dentro di me».
Può sembrare retorica, ma la fotografia è questo: non i semplici scatti, non la tecnica, ma un preciso angolo di osservazione sul mondo, che in questo caso un padre lascia a una figlia. «La fotografia è stata il suo dono per me, non solo come mestiere» ha aggiunto Avani.
A quel punto, la scelta del comitato artistico che indirizza l’evoluzione del Calendario attraverso le epoche, le mode, le tendenze culturali ormai da oltre sessant’anni, ha alzato l’asticella chiamando ad affiancare Avani, Sølve Sundsbø, già autore dell’edizione di quest’anno incentrato sul rapporto tra essere umano e natura e realizzato tra New York, Londra e le campagne inglesi. Sundsbø ha definito l’invito un «grande onore», entusiasta dell’idea di raffigurare l’India da due punti di vista così diversi: «Faremo entrambi del nostro meglio per celebrare il Paese e la memoria di Raghu Rai attraverso questa collaborazione».
Non resta che attendere il risultato di quella che si annuncia una sfida fotografica e culturale: portare sui fogli patinati del calendario più famoso del pianeta un Paese di un miliardo e mezzo di persone in frenetica evoluzione e una civiltà che ha il vizio di resistere a qualsiasi tentativo di sintesi.
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