Aggredì la senatrice Lidia Thorpe fuori dal MCG: evita il carcere
Ebony Bell condannata a un ordine correttivo comunitario di dodici mesi per l’aggressione avvenuta dopo il Dreamtime at the ’G del 2024 e per un secondo episodio di violenza. La parlamentare aveva denunciato gravi conseguenze fisiche e numerose assenze dal Senato
Non andrà in carcere Ebony Jan Bell, la donna riconosciuta responsabile dell’aggressione alla senatrice federale indipendente Lidia Thorpe avvenuta all’esterno del Melbourne Cricket Ground nel maggio del 2024.
Il Tribunale dei magistrati di Melbourne ha imposto alla ventinovenne un community corrections order della durata di dodici mesi, una misura che le consentirà di scontare la pena nella comunità rispettando le condizioni stabilite dal tribunale. Bell è stata condannata anche per una successiva aggressione, non collegata alla vicenda della senatrice.
L’aggressione dopo il Dreamtime at the ’G
L’episodio risale alla sera del 25 maggio 2024, al termine del Dreamtime at the ’G, la tradizionale partita dell’Australian Football League tra Essendon e Richmond dedicata alla celebrazione delle culture aborigene e delle popolazioni delle isole dello Stretto di Torres. L’incontro si era disputato al MCG davanti a decine di migliaia di spettatori.
Thorpe si trovava con un gruppo di amici nei pressi dello stadio quando incontrò alcune persone conosciute. Secondo quanto riferito in tribunale, dopo un iniziale confronto verbale i due gruppi si allontanarono, ma Bell avrebbe successivamente inseguito la senatrice e le persone che erano con lei.
Le immagini delle telecamere di sicurezza mostrate durante il procedimento avrebbero ripreso Bell mentre raggiungeva il gruppo, trascinava a terra una delle donne e colpiva Thorpe ripetutamente alla testa e alla mandibola. La senatrice sarebbe stata anche afferrata per i capelli e fatta cadere durante la colluttazione.
La difesa: «Una reazione non pianificata»
La difesa di Bell ha sostenuto che l’aggressione sarebbe avvenuta dopo una frase pronunciata da Thorpe e ritenuta offensiva nei confronti della madre dell’imputata.
L’avvocata ha riconosciuto che Bell avrebbe dovuto allontanarsi, ma ha descritto l’accaduto come una reazione impulsiva e non premeditata. Le due donne non si sarebbero conosciute personalmente prima dell’episodio, anche se le rispettive famiglie avrebbero avuto rapporti di conoscenza.
La pubblica accusa ha contestato la ricostruzione della provocazione, sottolineando che le riprese mostravano Thorpe avvicinarsi inizialmente al gruppo in maniera amichevole e Bell scegliere successivamente di inseguire la senatrice e le sue accompagnatrici.
Bell si è dichiarata colpevole di aver provocato lesioni alla parlamentare e di aver aggredito due delle sue amiche.
Le conseguenze per Lidia Thorpe
In tribunale è stato riferito che Thorpe riportò dolore alla mandibola, labbra contuse e sensibilità al cuoio capelluto dopo essere stata colpita e tirata per i capelli. La senatrice ha inoltre presentato una dichiarazione sull’impatto subito, descrivendo conseguenze durature sulla propria vita personale e professionale.
Nel 2024 Thorpe aveva dichiarato pubblicamente di aver riportato gravi lesioni nervose e spinali al collo, di essersi sottoposta a un intervento chirurgico con l’inserimento di una placca e di essere stata costretta a rinunciare a numerose giornate di lavori parlamentari durante la convalescenza.
La parlamentare aveva spiegato che, pur non potendo essere fisicamente presente al Senato, aveva continuato a seguire l’attività legislativa e a far registrare le proprie posizioni attraverso gli accordi parlamentari previsti in caso di assenza.
La giudice: violenza grave durante una serata di celebrazione
Nel pronunciare la sentenza, la magistrata Jillian Prior ha definito violento il comportamento dell’imputata, osservando che l’aggressione era avvenuta in un luogo pubblico durante una serata dedicata alla celebrazione della cultura delle popolazioni First Nations.
Secondo la giudice, Bell aveva avuto la possibilità di allontanarsi, ma aveva invece scelto di inseguire il gruppo. È stato tuttavia riconosciuto che l’episodio non appariva pianificato in precedenza e sarebbe stato provocato da un fattore emotivo scatenante.
La sentenza era stata inizialmente rinviata per permettere alla donna di seguire un percorso per la gestione della rabbia. Il procedimento si è però complicato dopo che Bell è stata accusata di un secondo episodio di violenza mentre si trovava in libertà provvisoria.
La seconda aggressione
Il nuovo episodio è avvenuto a Warrnambool, dove Bell avrebbe tentato di entrare nell’area giochi di un locale. Un addetto alla sicurezza le aveva impedito l’accesso perché riteneva che fosse in stato di ebbrezza.
Una volta accompagnata all’esterno, Bell avrebbe colpito l’uomo tre volte alla testa. Anche questa aggressione sarebbe stata ripresa dalle telecamere di sicurezza.
L’accusa aveva chiesto una pena detentiva, sostenendo che il secondo episodio dimostrasse la ripetizione di comportamenti violenti. Il tribunale ha però deciso di non disporre il carcere, imponendo il community corrections order e un percorso di trattamento per il consumo di alcol e sostanze. Bell è stata inoltre multata di 300 dollari.
Una vicenda rimasta a lungo riservata
I dettagli del caso erano rimasti coperti per oltre un anno da un ordine di soppressione richiesto dalla senatrice. Le ragioni specifiche del provvedimento non possono essere pubblicate per motivi legali.
Thorpe aveva inizialmente scelto di mantenere riservata la vicenda, rendendola pubblica soltanto dopo le domande ricevute sulle prolungate assenze dal Parlamento.
La sentenza chiude il procedimento penale senza una pena detentiva, ma con una condanna e con l’obbligo per Bell di rispettare per dodici mesi le condizioni stabilite dal tribunale.
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