Bombardieri apprezza e ricambia. “Da Meloni impegni importanti. Ecco perché abbiamo smesso di scioperare”

03 Luglio 2026 - 09:47
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Bombardieri apprezza e ricambia. “Da Meloni impegni importanti. Ecco perché abbiamo smesso di scioperare”

Bombardieri apprezza e ricambia. “Da Meloni impegni importanti. Ecco perché abbiamo smesso di scioperare”

Feeling confermato. Poche ore dopo l’intervento applauditissimo della premier Meloni al XIX congresso della Uil, il segretario Pierpaolo Bombardieri, in sella dal 2020,  tira le somme. E promuove a pieni voto il discorso del capo del governo dal palco di Padova. “Sì, sono soddisfatto – racconta al Corriere della Sera – in particolare, per la disponibilità verso la nostra richiesta di prorogare la detassazione sugli aumenti di retribuzione nei rinnovi contrattuali che ci saranno nel 2027 e nel 2028. Si tratta di una misura importante, perché favorisce i rinnovi. E porta più soldi in busta paga per chi guadagna fino a 35 mila euro lordi l’anno”.

Bombardiero plaude al governo: da Meloni impegni importanti

Il dialogo con Palazzo Chigi è produttivo e va nella direzione impressa da Meloni. Che ieri ha rivendicato che l’interlocuzione con le parti sociali è da sempre una cifra del governo. Cosa le è piaciuto di meno invece nelle parole della premier? “Se proprio devo trovare un’ombra, direi che bisogna fare di più sulla precarietà. Noi della Uil abbiamo fatto una proposta. Stabilire che le assunzioni si fanno sempre a tempo indeterminato e poi la flessibilità si contratta con i sindacati”. Una proposta sulla quale il governo non si è espresso ancora. Ma i fatti parlano chiaro: è finita la stagione della Uil a braccetto con la Cgil contro l’esecutivo. Dal 2021 al 2024 Bombardieri ha condiviso la linea conflittuale di Landini con scioperi generali contro i governi Draghi e Meloni. Poi il cambio di rotta e la separazione dalla Cgil che insegue la rivolta sociale.

Ecco perché abbiamo smesso di scioperare con la Cgil

“Fino al 2024 i governi hanno deciso le manovre senza confrontarsi con il sindacato. Per questo abbiamo fatto gli scioperi generali. Poi, nel 2025, le cose sono cambiate e c’è stata una disponibilità del governo a discutere. Non solo. È stata accettata la proposta, avanzata proprio dalla Uil, di detassare i rinnovi contrattuali e i premi aziendali, stanziando 2 miliardi. Per questo non abbiamo scioperato. Come vede, sempre decisioni prese sul merito”.  Anche sull’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro Meloni ha colto nel segno. “La preoccupazione della premier è fondata. Ecco perché vogliamo un’intesa tra governo e parti sociali anche su questo. Il rischio occupazionale c’è, ma dobbiamo gestirlo. Poi, siamo consapevoli che regole nazionali non bastano e ci vogliono strategie internazionali”.

Con la Cgil siamo pronti a trovare un’intesa, in questi anni il mondo è cambiato

Con il governo a guida Meloni il sindacato di via Lucullo depone l’ascia di guerra. Con gli industriali? “Con la Confindustria siamo pronti a camminare per trovare un’intesa per rinnovare le relazioni industriali. In questi anni è cambiato il mondo”, sottolinea Bombardieri “C’è bisogno di aggiornare il modello contrattuale, di stabilire una verifica annuale delle retribuzioni rispetto all’inflazione, di estendere le elezioni delle rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro e infine di attuare l’articolo 39 della Costituzione”.

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