Rai, Filini smonta le balle delle sinistre: “Ma quale stallo, le audizioni ci sono state. Folle il regolamento per eleggere il presidente”

Una montatura, una sceneggiata. Le dimissioni in blocco del campo largo (sempre più ristretto) dalla commissione Vigilanza Rai è un boomerang per le sinistre, che da mesi ripetono lo stanco refrain di TeleMeloni e di viale Mazzini occupata dai pericolosi sovranisti. Ma lo stallo denunciato non esiste. Francesco Filini, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione, smonta pezzo per pezzo le balle delle opposizioni sulle mancate audizioni. Che succede dopo le dimissioni anche della maggioranza? “Adesso si rielegge tutta la commissione daccapo. Se non ci fossimo dimessi noi loro sarebbero comunque rimasti in carica. Il regolamento dice così. I commissari dimissionari rimangono in carica finché non vengono indicati i sostituti”.
Rai, Filini: ora si rieleggono i membri della commissione e si vedrà
Il parlamentare di FdI, intervistato dal Corriere della Sera, spiega le prossime tappe. “Si rieleggono i membri della commissione e vedremo. Intanto non si potrà fare più nulla, ovviamente”. Adesso, non prima. Boicottaggio della maggioranza sulle audizioni? “Una falsità – incalza Filini – e lo dimostra il fatto che era in calendario un’audizione del ministro della Cultura Giuli. Mi risulta che lui avesse dato disponibilità per il 15 luglio”. Prima di lui quelle dell’amminstratore delegato, il direttore generale, Ranucci. E lo sciopero della fame di Roberto Giachetti ha fatto per denunciare lo stallo della commissione? “Giachetti ha fatto una battaglia finalizzata alla riforma della Rai. Legittima ma non condivisibile. Poi chiedeva lo sblocco della commissione su una questione immobiliare, una proposta del Pd. E di quella sarebbe venuto a parlare il ministro Giuli”.
Folle il regolamento per eleggere il presidente Rai
Tra le falsità delle sinistre anche quella del ricatto della maggioranza sul nome di Simona Agnes come presidente della Rai. Una balla. “Simona Agnes è stata designata dal cda della Rai. Come da regolamento. Il punto è che il regolamento della Rai è folle”. Filini non lascia margini di interpretazione. “Prevede che per le elezioni del presidente della Rai ci sia la maggioranza dei due terzi dei voti sempre. Un’anomalia tutta dell’azienda. Persino per le elezioni del presidente della Repubblica o della Corte costituzionale dopo un certo numero di votazioni la maggioranza diventa semplice. La sinistra ha usato la legge come arma di ricatto”.
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