Aiscat, Larini: Serve una nuova fase per le infrastrutture
Roma, 15 lug. (askanews) – Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) celebra oggi a Roma il suo sessantesimo anniversario, con l’assemblea pubblica “Un comparto, una visione: i valori della ripartenza per il futuro del settore”, occasione nella quale il nuovo presidente Fabrizio Larini “ha indicato le priorità che guideranno una nuova fase per l’Associazione, fondata su una rappresentanza più autorevole del comparto, una maggiore coesione tra le concessionarie e un dialogo ancora più forte con le istituzioni per accompagnare la trasformazione del sistema autostradale italiano”, riferisce l’associazione in una nota.
“Assumo questo incarico in una fase di profonda trasformazione del settore. Aiscat deve tornare a essere il luogo in cui il settore costruisce una visione comune e parla con una voce unitaria. Oggi le sfide che abbiamo davanti – dagli investimenti all’innovazione, dalla sicurezza alla sostenibilità – richiedono una rappresentanza forte, credibile e capace di dialogare con le istituzioni nell’interesse del Paese”, ha dichiarato Fabrizio Larini.
L’assemblea si è svolta alla presenza del vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del vicepresidente del Senato Licia Ronzulli e del vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli, del presidente dell’Autorità di Regolamentazione dei Trasporti Nicola Zaccheo, dei rappresentanti di Confindustria e dei vertici delle concessionarie associate, riunendo istituzioni e imprese in un confronto sul ruolo strategico delle infrastrutture per la competitività, la sicurezza e lo sviluppo del Paese.
“La nuova fase avviata da Aiscat – riferisce la nota – si inserisce in un contesto che conferma la centralità del comparto per il sistema Paese. I dati del Rapporto di Sostenibilità Aiscat 2025 evidenziano come nel 2024 le concessionarie associate abbiano generato 4,81 miliardi di euro di valore aggiunto globale netto, restituendo 1,36 miliardi di euro alla Pubblica Amministrazione sotto forma di imposte, tasse e oneri concessori. Le associate gestiscono circa l’84% della rete autostradale nazionale a pedaggio, pari a oltre 5.100 chilometri, sui quali nel corso dell’ultimo anno sono stati percorsi 78,5 miliardi di chilometri”.
“Il nostro settore viene spesso raccontato solo attraverso il pedaggio o i disservizi. In realtà le concessionarie gestiscono un patrimonio infrastrutturale strategico che sostiene ogni giorno la mobilità del Paese, la logistica, il turismo e la competitività del sistema economico. Raccontare questo valore significa restituire ai cittadini una fotografia più completa del nostro ruolo”, ha aggiunto Larini.
“Il settore rappresenta inoltre una realtà unica nel panorama europeo – afferma l’associazione nella nota – l’Italia dispone infatti di una delle più vaste reti autostradali a pedaggio d’Europa, ma soprattutto di una delle infrastrutture più complesse dal punto di vista ingegneristico. La particolare conformazione geomorfologica del Paese e la presenza di oltre 9.000 opere, tra ponti, viadotti, cavalcavia e gallerie, richiedono elevati standard manutentivi, continui investimenti e una costante capacità di innovazione per garantire sicurezza, efficienza e qualità del servizio. Proprio l’innovazione rappresenta una delle principali direttrici di sviluppo del comparto. Dall’impiego dell’intelligenza artificiale per il monitoraggio delle gallerie ai droni e ai modelli digitali per il controllo delle infrastrutture, fino ai sistemi avanzati di gestione del traffico, le concessionarie stanno accelerando il percorso verso una rete sempre più intelligente, resiliente e sicura. Le nuove tecnologie stanno già producendo risultati concreti, come dimostra la significativa riduzione degli incidenti causati dalla fauna selvatica sulle tratte in cui sono stati installati sistemi di protezione dedicati. Parallelamente prosegue il percorso di transizione ecologica. Nel 2024 il 67,8% delle transazioni è avvenuto tramite telepedaggio, consentendo di evitare oltre 71.000 tonnellate di CO? grazie alla riduzione degli arresti ai caselli. Il 79% dell’energia elettrica utilizzata dalle concessionarie associate proviene da fonti rinnovabili e gli investimenti ambientali hanno raggiunto 304 milioni di euro, confermando l’impegno del settore verso una mobilità sempre più sostenibile”.
“Le concessionarie sono pronte ad affrontare una nuova stagione di investimenti. Per trasformare questa visione in realtà servono però condizioni che consentano di programmare nel lungo periodo: regole stabili, tempi autorizzativi certi e strumenti adeguati per sostenere gli investimenti. È su questo terreno che si gioca la competitività infrastrutturale del Paese”, ha aggiunto Larini.
Anche sul piano sociale il comparto conferma indicatori di particolare solidità. Le società associate impiegano oltre 10.200 lavoratori, il 94,5% dei quali con contratto a tempo indeterminato, a cui si aggiungono le decine di migliaia di addetti dell’indotto; inoltre il 60% della rete è gestito da concessionarie che hanno ottenuto la certificazione per la Parità di Genere.
“Con questa Assemblea Aiscat inaugura una nuova fase della propria storia associativa, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’Associazione come punto di riferimento unitario del comparto e interlocutore sempre più autorevole delle istituzioni nella definizione delle politiche infrastrutturali del Paese”, conclude la nota.
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