Aldair: "Rifiutai un'offerta della Lazio di Cragnotti, un lutto lasciare Roma. Litigai con Giannini"

Maggio 14, 2026 - 09:44
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L'ex difensore brasiliano svela un curioso retroscena di mercato.

Aldair racconta la propria carriera da calciatore.


L'ex difensore brasiliano della Roma ha dichiarato in un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Pluto è il soprannome mi hanno dato i tifosi giallorossi e mi piace. Ovunque sono, che sia il Brasile, l'Italia o la Cina, quando sento qualcuno chiamarmi così mi emoziono perché c'è qualche tifoso giallorosso che mi cerca".


BRASILE

"Sono cresciuto a Banco da Vitoria e nel campetto vicino casa ho iniziato a giocare a 7 anni. Lo facevo da scalzo e forse ho trovato sensibilità nei piedi anche per questo, i primi scarpini penso di averli messi a dieci anni. All'inizio facevo di tutto: portiere, terzino, attaccante. Anche difensore centrale, ma mi lamentavo troppo e allora mio padre mi disse: “Ti faccio fare l’attaccante”. Ma alla fine aveva ragione lui, io ero un difensore centrale. Arrivai a 16 anni, ma comunque ero sempre abituato a giocare scalzo e mettere gli scarpini fissi non fu facile. Solo che davanti a me avevo gente come Zico, Leandro, Junior".


ROMA

"Per carattere difficilmente litigo, ma a volte è successo proprio con Giannini: non gli piaceva che lanciassi lungo di esterno".


"E poi gli allenatori: Boskov mi chiamava 'biondino' e non so perché, con Zeman invece non è vero che litigavamo. Semplicemente lui voleva che giocassi qualche metro più avanti e io invece qualche metro più indietro. Di lui ricordo la grande fatica in ritiro: per me l'allenamento è con la palla, non senza. Diciamo che del calcio mi manca lo spogliatoio, non certo i ritiri".

LAZIO

"Non avrei mai potuto tradire la Roma, ma è vero che Cragnotti mi voleva e che la Lazio mi fece un'offerta. Che io però rifiutai, come ne rifiutai altre di altri club che mi cercarono".


"Il derby più bello è stato sicuramente quello del 3-0 con Mazzone. Il momento più brutto invece quando abbiamo perso 4 derby di fila, anche se io ne giocai uno solo".


"L'attaccante della Lazio più difficile da marcare? Direi Boksic: mi faceva girare la testa".

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