Aldair: "Rifiutai un'offerta della Lazio di Cragnotti, un lutto lasciare Roma. Litigai con Giannini"
L'ex difensore brasiliano svela un curioso retroscena di mercato.
Aldair racconta la propria carriera da calciatore.
L'ex difensore brasiliano della Roma ha dichiarato in un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Pluto è il soprannome mi hanno dato i tifosi giallorossi e mi piace. Ovunque sono, che sia il Brasile, l'Italia o la Cina, quando sento qualcuno chiamarmi così mi emoziono perché c'è qualche tifoso giallorosso che mi cerca".
BRASILE
"Sono cresciuto a Banco da Vitoria e nel campetto vicino casa ho iniziato a giocare a 7 anni. Lo facevo da scalzo e forse ho trovato sensibilità nei piedi anche per questo, i primi scarpini penso di averli messi a dieci anni. All'inizio facevo di tutto: portiere, terzino, attaccante. Anche difensore centrale, ma mi lamentavo troppo e allora mio padre mi disse: “Ti faccio fare l’attaccante”. Ma alla fine aveva ragione lui, io ero un difensore centrale. Arrivai a 16 anni, ma comunque ero sempre abituato a giocare scalzo e mettere gli scarpini fissi non fu facile. Solo che davanti a me avevo gente come Zico, Leandro, Junior".
ROMA
"Per carattere difficilmente litigo, ma a volte è successo proprio con Giannini: non gli piaceva che lanciassi lungo di esterno".
"E poi gli allenatori: Boskov mi chiamava 'biondino' e non so perché, con Zeman invece non è vero che litigavamo. Semplicemente lui voleva che giocassi qualche metro più avanti e io invece qualche metro più indietro. Di lui ricordo la grande fatica in ritiro: per me l'allenamento è con la palla, non senza. Diciamo che del calcio mi manca lo spogliatoio, non certo i ritiri".
LAZIO
"Non avrei mai potuto tradire la Roma, ma è vero che Cragnotti mi voleva e che la Lazio mi fece un'offerta. Che io però rifiutai, come ne rifiutai altre di altri club che mi cercarono".
"Il derby più bello è stato sicuramente quello del 3-0 con Mazzone. Il momento più brutto invece quando abbiamo perso 4 derby di fila, anche se io ne giocai uno solo".
"L'attaccante della Lazio più difficile da marcare? Direi Boksic: mi faceva girare la testa".
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