Allarme oceani dall’Ue: l’Artico perde 490mila km² di ghiaccio ogni 10 anni, mari +4,6 °C sopra la norma e livelli a +4,2 mm l’anno

01 Ottobre 2026 - 15:45
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Allarme oceani dall’Ue: l’Artico perde 490mila km² di ghiaccio ogni 10 anni, mari +4,6 °C sopra la norma e livelli a +4,2 mm l’anno

Il decimo rapporto sullo stato degli oceani, pubblicato dal Servizio di monitoraggio dell'ambiente marino di Copernicus — il programma dell'Unione europea di osservazione della Terra —, traccia un quadro allarmante sui radicali e rapidi cambiamenti che stanno interessando i bacini idrici del nostro pianeta, con impatti diretti sulla vita marina, le coste e le comunità globali. Attraverso l'analisi dei dati a partire dal 1960, lo studio evidenzia come, a causa del costante aumento delle temperature, il livello medio del mare sia cresciuto a un ritmo stimato di circa 4,2 millimetri all'anno a partire dal 2012. Questa dinamica stravolge gli equilibri e accentua i rischi inerenti al riscaldamento globale.

Tra le evidenze più critiche figurano le trasformazioni nell'Artico, regione chiave per la sicurezza climatica, la resilienza economica e la stabilità geopolitica: qui l'estensione del ghiaccio marino si è ridotta di circa 490.000 km² per decennio tra il 1979 e il 2025, un'area quasi pari alla superficie della Spagna. Tale ritiro provoca un incremento di venti e moto ondoso, esponendo all'erosione e all'innalzamento dei mari circa il 60% delle infrastrutture costiere artiche. Contemporaneamente, i mari regionali europei registrano temperature estreme: nel 2024 il Mediterraneo e il Mar Nero hanno subito ondate di calore marino record con valori superiori di oltre 4,6 gradi rispetto alla norma, mentre per i Piccoli Stati Insulari in Sviluppo il 65% delle Zone Economiche Esclusive combinate è soggetto ad accelerazioni del livello del mare dal 1999.

In risposta a queste dinamiche, Andrius Kubilius, commissario Ue per la Difesa e lo Spazio, ha dichiarato: «L'Ocean State Report evidenzia ancora una volta la portata e l'urgenza delle sfide che i nostri oceani devono affrontare, mentre il cambiamento climatico continua a trasformare gli ecosistemi marini e la circolazione oceanica. Questi cambiamenti richiedono una conoscenza più solida, cooperazione internazionale e azione. Nel momento in cui rafforziamo l'osservazione degli oceani attraverso l'iniziativa OceanEye, Copernicus conferma il suo ruolo di risorsa europea strategica. Esso offre infatti un impegno a lungo termine unico per le infrastrutture e i servizi basati sullo spazio, che, combinati con le osservazioni in situ e i modelli digitali, costituiscono la spina dorsale per osservare, comprendere e anticipare questi cambiamenti».

Anche Costas Kadis, commissario Ue per la Pesca e gli Oceani, ha commentato i risultati del report dichiarando: «L'Ocean State Report dimostra le immense pressioni cui sono sottoposti i nostri oceani. Dalle ondate di calore marino senza precedenti nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero all'accelerazione dell'innalzamento del livello del mare e alla drammatica perdita di ghiaccio nell'Artico, i risultati mostrano che il cambiamento climatico sta già Plasmando gli ecosistemi marini, le comunità costiere e i mezzi di sussistenza che da essi dipendono. Per l'Europa, questo è un appello a rafforzare la nostra azione per proteggere la biodiversità marina, sostenere la pesca e le aree costiere resilienti e approfondire la nostra conoscenza dell'oceano. Salvare i nostri oceani inizia con l'agire sui chiari segnali di allarme di un rapido cambiamento».

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