Servizio idrico, anche le aziende toscane siglano il “Patto per la Resilienza”

01 Ottobre 2026 - 15:45
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Servizio idrico, anche le aziende toscane siglano il “Patto per la Resilienza”

Tra le sfide poste dall'emergenza climatica, la gestione delle risorse idriche si attesta come una delle partite più complesse per la transizione ecologica dei territori. A fronte di un'alternanza sempre più marcata tra prolungata siccità ed eventi meteo estremi, al servizio idrico è richiesto un cambio di passo.

È questo il quadro nel quale si inserisce il Patto per la resilienza idrica promosso da Utilitalia e presentato nell'ambito del Festival dell'Acqua, sottoscritto da 64 aziende che nel complesso servono quasi 42 milioni di abitanti, pari al 71% della popolazione italiana.

All'iniziativa hanno aderito anche le imprese toscane associate a Confservizi Cispel Toscana —  Acque, Acquedotto del Fiora, Asa, Nuove Acque e Publiacqua —, in una cerimonia svoltasi alla presenza di Jessika Roswall, Commissaria Europea per l’Ambiente e la Resilienza Idrica.

Il programma traccia sei direttrici per il futuro del comparto: gestione industriale, digitalizzazione, aggregazioni aziendali, integrazione dell'intero ciclo dell'acqua, diffusione di una nuova cultura dei consumi e promozione delle utility nel ruolo di presidi per il monitoraggio del territorio.

«Il Patto pone al centro una parola, resilienza, che per noi significa soprattutto capacità di prepararci oggi ai cambiamenti di domani. – dichiara Roberto Renai, Coordinatore Acqua di Confservizi Cispel Toscana – Non possiamo limitarci a gestire le emergenze quando si presentano: dobbiamo costruire un sistema capace di prevenirle e affrontarle. In Toscana abbiamo aziende solide, competenze industriali e una governance che negli anni ha consentito di programmare e realizzare investimenti importanti. Adesso dobbiamo fare un ulteriore salto di qualità: accelerare sul rinnovo delle reti, sulla digitalizzazione e sul monitoraggio delle infrastrutture, aumentare la capacità di accumulo della risorsa e lavorare sempre più sul riuso e sull’economia circolare dell’acqua. Tutto questo richiede investimenti e una programmazione di lungo periodo».

Un punto chiave dell'accordo riguarda il ruolo operativo dei gestori nella protezione dell'ambiente e nella condivisione dei dati con le comunità locali. «Mi convince molto la definizione contenuta nel Patto delle aziende idriche come “sentinelle territoriali”. Chi gestisce ogni giorno acquedotti, fognature e depuratori possiede una conoscenza capillare del territorio e dei suoi cambiamenti. Questo patrimonio di dati, professionalità e competenze deve diventare sempre più uno strumento a disposizione delle istituzioni e delle comunità. L’acqua – conclude Renai – non è una risorsa infinita e il cambiamento climatico ci impone di superare definitivamente l’idea che possa esserlo. La resilienza non si costruisce soltanto con nuove opere e nuove tecnologie, ma anche attraverso una diversa cultura della risorsa. Il Patto promosso da Utilitalia indica una direzione chiara: come sistema toscano dei servizi pubblici siamo pronti a fare la nostra parte».

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