Allerta caldo record in Italia: arriva l'aria africana che spinge i termometri a +10 gradi
Le previsioni meteo: temporali passeggeri e poi l'inferno africano
La giornata di oggi inizia con un meteo asciutto su quasi tutta la penisola. Nel corso del pomeriggio, però, assisteremo allo sviluppo di nuvole che porteranno acquazzoni e temporali sparsi, soprattutto sulle Alpi occidentali e lungo l'Appennino centro-meridionale. Questa situazione cambierà poco nei primi giorni: durante il weekend il transito di una piccola perturbazione farà aumentare l'instabilità, prima al Nord e poi nelle zone interne del Centro-Sud.
Tutto questo avverrà comunque in un contesto caldissimo, con temperature già superiori di 5-6 gradi rispetto alla norma. Il peggio, però, arriverà la prossima settimana. Gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteorologici non sono affatto confortanti e mostrano l'arrivo di una massa d'aria calda subtropicale che farà letteralmente impennare i termometri.
Giugno 2026 da record: l'Europa occidentale non è mai stata così calda
I dati scientifici confermano la gravità della situazione. Giugno 2026 è stato il più caldo mai registrato nella storia dell'Europa occidentale, mentre a livello globale si è piazzato al secondo posto tra i più roventi di sempre. A certificarlo è il nuovo report del servizio europeo Copernicus (C3S), che descrive un mese drammatico caratterizzato da ondate di calore eccezionali, incendi devastanti, siccità estrema e temperature record della superficie del mare.
In Europa occidentale la temperatura media ha toccato i 20,74 gradi, ben 3,05 gradi sopra la media degli ultimi trent'anni, superando persino il primato negativo stabilito nel giugno del 2025. Se guardiamo all'intero continente europeo, si è registrato il secondo valore più alto di sempre. A livello mondiale, la temperatura ha superato di 1,39 gradi i livelli dell'era preindustriale. Questo picco è stato causato da una terribile ondata di caldo estremo che ha colpito l'Europa nella seconda metà del mese, provocando gravi danni alla salute pubblica e purtroppo anche numerosi decessi associati alle temperature folli.
Oceani bollenti e allarme siccità
Il cambiamento climatico non risparmia i nostri mari. La temperatura superficiale degli oceani ha raggiunto il record assoluto di 20,86 gradi. Nel Mar Mediterraneo occidentale e lungo le coste dell'Atlantico si sono verificate vere e proprie ondate di calore marine, aggravate dal fenomeno di El Niño che continua a rinforzarsi nel Pacifico.
Questo caldo estremo è accompagnato da una grave siccità. Gran parte dell'Europa occidentale, compresa l'Italia, ha registrato pochissime piogge. Il terreno arido e il deficit d'acqua hanno alimentato enormi incendi in Spagna, Portogallo e nel sud della Francia, riducendo drasticamente la portata dei fiumi. Al contrario, zone come il Regno Unito, l'Irlanda e la Grecia sono state colpite da violente alluvioni localizzate.
Ghiacciai in ritirata: i rischi del cambiamento climatico
La crisi climatica è evidente anche ai poli: l'estensione dei ghiacci marini è scesa del 5% nell'Artico e dell'8% in Antartide, segnando per entrambi uno dei valori più bassi della serie storica.
Il rapporto di Copernicus lancia un messaggio chiaro: gli eventi meteo estremi non sono più episodi isolati, ma una catena continua. Il susseguirsi di ondate di calore tra maggio, giugno e luglio dimostra che il nostro pianeta sta accumulando troppa energia, aumentando a dismisura i rischi per l'agricoltura, le infrastrutture e la vita stessa delle persone.
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