Brasile e Ancelotti verso i Mondiali 2030: da Estevao agli “italiani”, ecco i giocatori dai quali ripartire
Come cambieranno i verdeoro e quali saranno le prossime stelle verso i Mondiali 2030: la difficile transizione, il ringiovanimento e i campioni che mancano...
“Non è la fine, ma l'inizio". Con queste parole Carlo Ancelotti ha chiuso la fallimentare spedizione ai Mondiali 2026 e contestualmente aperto il ciclo che dovrà condurre i verdeoro all’edizione 2030, anno in cui scadrà anche il contratto dell’allenatore italiano. L’avventura tra Stati Uniti, Canada e Messico è stata un vero flop, il peggior risultato da Italia 1990 dove l’eliminazione era arrivata sempre agli ottavi con l’Argentina di Maradona.
Servirà voltare pagina e rivoluzionare una rosa che vanta un’età media di oltre 29 anni. Stavolta il ct sarà solo, visto che il figlio Davide allenerà il Lille, e dovrà mettere pienamente mano alla rosa ma anche al modo di giocare che dovrà essere più brasiliano e meno europeo. Si dovrà ripartire da quel 33% di possesso contro la Norvegia, il più basso della storia mondiale della Seleção, una storia che non si chiude con un trionfo da 24 anni che diventeranno 28 al prossimo appuntamento iridato. Spazio al talento, spazio agli attaccanti e alla tecnica ma in Brasile ci sono giocatori utili al rinnovamento della nazionale? E chi sono?
Ecco i giocatori, ruolo per ruolo, dai quali ripartire.
PORTIERI
La situazione tra i pali della Seleção è uno dei temi più scottanti. Nelle Americhe, Ancelotti ha portato con sé Alisson (33 anni), Ederson (32) e Weverton (38). Nessuno dei tre dovrebbe essere ai prossimi Mondiali, cosa che apre la corsa a nuove opzioni anche se, per ora, di campioni all’orizzonte non se ne vedono.
Il posto se lo giocheranno Bento, Hugo Souza e Carlos Miguel, lontani i tempi dagli Dida, dai Julio Cesar o dagli attuali titolari.
DIFENSORI
Anche in difesa urge ricambio generazionale. Non saranno più convocati Danilo (34 anni) e Alex Sandro (35), Marquinhos potrebbe essere la chioccia attorno al quale gireranno i vari Bremer, Gabriel e il rientrante Eder Militao che questi Mondiali li ha saltati per infortunio. All’orizzonte si vedono il 20enne Vitor Reis, proprietà Manchester City, Murillo del Nottingham Forest e anche il neo acquisto della Fiorentina, Viery.
Per i centrali, insomma, il Brasile respira. Per i terzini, invece, la situazione è ben diversa e serviranno forze fresche, eredi validi per le leggende che i verdeoro hanno potuto schierare sulle fasce. Avrà spazio Vanderson ma a dominare potrebbero essere parecchi “italiani”: andrà testato Dodo della Fiorentina, Carlos Augusto dell’Inter e certamente tornerà Wesley della Roma che non ha seguito i suoi ai Mondiali per uno stop a pochi giorni dal via della competizione. Occhio anche ai lariani Kaiki e Yan Couto che potrebbero inserirsi in questa corsa.
CENTROCAMPISTI
Aria nuova anche in mezzo al campo dove andranno in pensione i volanti Fabinho (32 anni) e Casemiro (34) e lo scettro passerà a Bruno Guimaraes. Potrebbe essere promosso a titolare Ederson in procinto di passare dall’Atalanta al Manchester United: dovesse dimostrare anche in Premier League di essere indispensabile così come lo era in nerazzurro, allora un posto per lui sarebbe blindato. Al suo fianco occhio a Andre e Joao Gomes, mediani dei Wolves e ad Andrey Santos del Chelsea ma già adocchiato proprio dallo United. Più giovani sì ma non più forti. Entro 4 anni i brasiliani sperano nella crescita di qualche giovane talento che possa prendersi le chiavi della squadra.
ATTACCANTI
Il canto del cigno del 34enne Neymar consegnerà di fatti la Seleção nelle mani di Vinicius. Sarà lui il go to guy, il centro di gravità permanente del Brasile, motivo per cui – qualora dovesse capitare di nuovo – non potrà scaricare la responsabilità e prendersi il pallone per un rigore potenzialmente decisivo, come non accaduto con la Norvegia.
La stella del Real Madrid dovrà salire al proscenio anche con la sua nazionale, scrollandosi dall’ombra di O’Ney e diventando lui stesso simbolo del suo Paese. Al suo fianco resteranno i Raphinha (decisivo il suo infortunio per le sorti della squadra di Ancelotti), i Martinelli e i Cunha. In futuro però saranno sempre più decisivi i 19enni Rayan, Mondiale positivo il suo, ed Endrick, decisivo sì ma in negativo per l’eliminazione dei suoi.
Dietro di loro si aspetta la definitiva esplosione di Estevao, fermato dai problemi fisici ma che al Chelsea ha fatto vedere lampi di classe cui aggrapparsi con convinzione, e la consacrazione di Rodrygo che dovrà cercare minuti magari lontano da Madrid per diventare il campione che ha mostrato di essere solo a tratti. Impossibile non ripartire poi da Joao Pedro, il grande escluso da Ancelotti e titolarissimo al Chelsea.
Infine, spingono dalle retrovie diverse nuove leve che però non appaiono prossimi a prendersi il Brasile: dall’ex juventino Kaio Jorge ad Antony, rilanciato dal Betis, da William Gomes del Porto all’ex Barcellona Vitor Roque, fino a Savinho, bocciato da Guardiola al City, e al napoletano Alisson Santos.
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