Amazon paga oltre 2 milioni di dollari per aver ostacolato le vittime di furto d'identità
Amazon pagherà 2,25 milioni di dollari per chiudere le contestazioni della Federal Trade Commission. L’accusa promossa dall’agenzia americana per la tutela dei consumatori e della concorrenza nei confronti dello store arancione, che peraltro in Italia rischia di dover pagare gli 1,128 miliardi di euro comminati dall'Antitrust nel 2021, è di non aver rispettato gli obblighi stabiliti dalla legge americana nei confronti di chi ha subito un furto d’identità.
Il caso riguarda il Fair Credit Reporting Act, la legge federale che promuove l'accuratezza, l'equità e la riservatezza delle informazioni sui consumatori custodite dalle agenzie di valutazione del credito. Secondo la denuncia presentata dal Dipartimento di Giustizia su segnalazione della FTC, Amazon aveva violato la sezione 609(e) che impone alle aziende di fornire, su richiesta del consumatore, i documenti relativi a transazioni o account fraudolenti fatte o aperti a suo nome.
L’azienda, insomma, impone la normativa, deve favorire, e non complicare, la ricostruzione di quanto accaduto. Amazon, invece, in alcuni casi, avrebbe rifiutato di fornire le informazioni necessarie alle vittime, anche quando sarebbero state indispensabili per proteggersi dalle conseguenze della frode subita. Ad alcuni utenti, ed è un paradosso, avrebbe negato i dati per ragioni di sicurezza o privacy. La FTC cita il caso di un consumatore che, dopo addebiti non autorizzati collegati a un account fraudolento, si sarebbe visto chiedere di indovinare il nome usato dal truffatore per poter ottenere i dettagli dell’operazione.
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