Un esponente di destra al Quirinale non è un tabù: lo diceva persino il presidente Napolitano

Il dibattito suscitato dalle parole di Giorgia Meloni sul fatto che debba e possa cadere il tabù di un presidente della Repubblica di centrodestra spaventa una parte della sinistra. Quella che ritiene che un Capo dello Stato non di centrosinistra(il primo nella storia) rappresenterebbe addirittura un pericolo per la democrazia. Una narrazione ovviamente parziale e incompleta, che non tiene conto delle parole che uomini come Giorgio Napolitano e Piero Fassino, solo per citarne alcuni, dissero in tempi non sospetti.
Le parole di Napolitano
“Con la mia elezione si è chiusa una fase storica. Mi auguro che si sia chiusa anche una fase di eccessiva dipendenza italiana dalla storia del passato. Un passato abbastanza lungo, durato più o meno quarant’anni. Il quadro politico internazionale è radicalmente mutato con la caduta del muro di Berlino nel 1989, ma il quadro politico interno è rimasto a lungo influenzato dalla storia precedente. Mi auguro che anche attraverso lo sforzo che sono intenzionato a compiere al Quirinale si possa ragionare in termini diversi e possa realizzarsi in Italia quel che nel mio messaggio alle Camere ho definito il tempo della maturità per la democrazia dell’alternanza”. Queste le parole che disse Giorgio Napolitano a Bruno Vespa all’indomani della sua elezione, il 2006.
Dunque, non le suonerebbe strano se il suo posto, un giorno, fosse occupato da un uomo proveniente dalla storia della destra?, chiese ancora Vespa: “Assolutamente no. Lo troverei assolutamente fisiologico. Quel che conta per chi sia eletto presidente è saper rappresentare tutto il Paese”, rispose Napolitano.
E quelle di Piero Fassino..
Proprio dopo l’elezione del primo Capo di Stato post-comunista , l’allora segretario nazionale del Pds, Piero Fassino, raccontò di avere parlato della possibilità di eleggere Napolitano a Gianfranco Fini. “Fini mi disse che non avevano preclusioni sul personaggio ma che avrei dovuto parlare con Berlusconi. Lo feci e Berlusconi mi confermò che il centrodestra non avrebbe fatto barricate contro la persona ma non avrebbe votato Napolitano”, aggiungendo poi che “verrà anche il giorno per creare le condizioni dell’alternanza al Quirinale”.
Lo scandalo che non c’è
In una democrazia bipolare e matura, avere un Capo dello Stato di centrodestra sarebbe non solo normale ma anche auspicabile. Da De Nicola a Mattarella, i vari presidenti che si sono succeduti al Quirinale sono stati tutti di centrosinistra. E’ vero che la seconda Repubblica è nata il 1994, ma proprio per questo sono maturi i tempi per un’inversione di tendenza. Non arriverebbero i “colonnelli argentini” come dice qualche idiota. Sarebbe una novità, come avere una donna a Palazzo Chigi. E c’è voluta la destra per rompere questo tabù.
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