L’Istat smentisce i catastrofisti: crescono i consumi e il potere d’acquisto delle famiglie. FdI: “Sinistra listata a lutto”

01 Luglio 2026 - 15:01
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L’Istat smentisce i catastrofisti: crescono i consumi e il potere d’acquisto delle famiglie. FdI: “Sinistra listata a lutto”

L’Istat smentisce i catastrofisti: crescono i consumi e il potere d’acquisto delle famiglie. FdI: “Sinistra listata a lutto”

Ancora una volta. Un altro duro colpo ai catastrofisti del Campo largo di ogni ordine e grado. Lo infligge l’Istat con la segnalazione di due dati molto significativi: il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in Italia è aumentato dell’1,6% rispetto al trimestre precedente. E anche i consumi cresciuti dell’1,4%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’8%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. A fronte di una variazione dello 0,8% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,8%.

Istat, Rampelli: “Confortanti i dati sulle famiglie. Sinistra listata a lutto”

Il lavoro del governo sta andando nella giusta direzione e non da oggi, confermando un trend positivo, che il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, giudica “confortante”. “Un’altra giornataccia per le sinistre- è il suo commento- . I dati Istat sui conti pubblici certificano il fallimento delle tesi dei profeti di sventura. Il calo del rapporto deficit/Pil e l’aumento del reddito delle famiglie e dei risparmi dei cittadini assestano un durissimo colpo ai sedicenti economisti del potenziale Campo Largo. Ormai, ogni volta che l’Istat pubblica un report positivo sul lavoro o sull’economia, in quell’alleanza, tanto larga quanto confusa, si listano a lutto. Il governo Meloni continua a rispondere con i fatti e con la crescita reale alle loro falsità. Se ne facciano una ragione- conclude Rampelli- : l’Italia cresce di giorno in giorno. E se non lo fa in modo più eclatante è perché prima di guadagnare un segno ‘più’ deve recuperare i segni ‘meno’ delle loro catastrofiche gestioni”.

Istat, Montaruli: “Cresce il potere d’acquisto delle famigli e la capacità di risparmio”

Solo chi non vuol vedere può negare che si tratta di un trend da incorniciare. Lo sottolinea il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Augusta Montaruli_ “I dati ISTAT relativi al primo trimestre del 2026 confermano un trend positivo che dimostra l’efficacia delle misure economiche del Governo Meloni. Gli incrementi più significativi dei salari rispetto all’aumento dell’inflazione di cui l’Istat aveva già dato evidenza qualche mese fa, rispetto al primo trimestre 2026, oggi va abbinato anche alla nuova buona notizia di un aumento complessivo del reddito disponibile della famiglie. Si rafforza il loro potere d’acquisto e la loro capacità di risparmio”. Un combinato disposto che evidenzia come “questo Governo sta lavorando con risultati concreti a colmare quel gap tra redditi e inflazione che si era accumulato per scelte scellerate di chi ci ha preceduto prima del 2022 E che ha messo a dura prova gli italiani. Questi numeri ancora una volta mettono alla luce la differenza tra le politiche dell’era Meloni e quella di chi oggi sta all’opposizione. E’ il dato più tangibile del pragmatismo di una maggioranza che ha dichiarato guerra al caro prezzi”.

Salvitti: “Due notizie che smontano mendaci narrazioni”

Plaude il senatore di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Finanze, Giorgio Salvitti. “Ancora due notizie che smontano mendaci narrazioni, basate su dati inattendibili, e che hanno il sapore dello smacco per le opposizioni: se da un lato sale ancora il reddito delle famiglie, +1,6%, dall’altro cresce di quasi un punto il potere d’acquisto. Due numeri che portano la sinistra sull’orlo di una crisi di nervi e i consumi a crescere di 1,4 punti percentuali, come certifica oggi l’Istat per il primo trimestre di quest’anno”. Che significa tutto questo? “Che le politiche economiche e fiscali del Governo Meloni – risponde- vanno nella direzione giusta: quella di incrementare ancora le buste paga degli italiani. Se allarghiamo lo sguardo a tutto il 2026 – analizza Salvitti-  gli stipendi dovrebbero crescere del 3,5% come stimato da Odm consulting. Così come lo scorso anno l’incremento medio è stato del 3,4% con un’inflazione dell’1,7%: delta positivo di un altro 1,7. Cosa inventerà ora una sinistra che, come unico risultato, vanta quello di aver abbandonato i lavoratori?”.

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