Ambasciatori di Genova nel mondo, il Comune prova a fare ordine con un regolamento e un codice etico

08 Luglio 2026 - 14:02
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Ambasciatori di Genova nel mondo, il Comune prova a fare ordine con un regolamento e un codice etico
Generico luglio 2026

Genova. Sarà discussa e votata nelle prossime settimane dal consiglio comunale di Genova la delibera di giunta per l’istituzione di un nuovo regolamento e di un codice etico per normare la rete degli “ambasciatori di Genova nel mondo”, un titolo istituito durante l’amministrazione di Marco Bucci e che vede, oggi, 208 persone nominate dal sindaco.

La nuova amministrazione, in questo anno di governo, non ha scelto ancora alcun nuovo ambasciatore ma vuole provare a fare ordine. L’idea di un nuovo regolamento, in realtà, è stata spinta dallo stesso coordinatore degli ambasciatori di Genova, l’imprenditore Francesco Franceschelli.

Secondo quanto spiegato in aula, stamani, durante la commissione consiliare dedicata, dal vicesindaco Alessandro Terrile, la delibera ha l’obiettivo di dare una forma giuridica alla rete. In base all’articolo 19 comma 4 statuto si istituisce una consulta che si chiama appunto “rete degli ambasciatori di Genova nel mondo”, quindi si approvano un regolamento della rete stessa e un codice etico che deve essere rispettato.

“Da Aldo Spinelli a Jack Savoretti, l’elenco di ambasciatori è molto variegato per estrazione, professione, generazione. È un titolo onorifico che non ha a che fare con la rete diplomatica nazionale ma ha l’obiettivo di spingere delle sinergie. La sindaca Salis non ha ancora nominato nessuno ma l’affinamento della veste giuridica è propedeutico ad avvalersi in modo ancora più proficuo della rete degli ambasciatori di Genova nel mondo”.

La governance proposta dalla delibera vede una rete composta da tutti coloro che sono stati nominati e poi da un consiglio, chiamato board of ambassadors, composto da 11 membri, 10 eletti ogni 4 anni dall’assemblea oltre a uno che è il coordinatore eletto a sua volta dal consiglio.

“Le finalità della rete sono consolidare l’attività degli ambasciatori – continua Terrile – promuovere le eccellenze industriali, turistiche, economiche, culturale, individuare progetti e iniziative al fine di promuovere scambi e attrarre investimenti nazionali e internazionali. Queste attività erano già svolte in gran parte ma senza una cornice giuridica precisa, ora abbiamo ritenuto che fosse necessaria”. La consulta non hanno costi di istituzione per l’ente.

L’introduzione del codice etico porta principi base che da impliciti diventano espliciti ma che forse permetterà di evitare casi di imbarazzo come quello che portò alla rinuncia del “titolo” da parte del manager della MotoGp Carlo Pernat per alcune frasi omofobe e misogene.

La discussione sulla delibera, in aula, non ha mancato di allargarsi al tema delle missioni internazionali del Comune con più di un riferimento al viaggio della sindaca Salis e dell’assessora Beghin a New York.

Tra le proposte avanzate in aula rossa anche quella che si rendano maggiormente trasparenti i meccanismi di nomina degli ambasciatori di Genova nel mondo e la loro effettiva attività, magari attraverso una relazione annuale da consegnare ai consiglieri comunali. Oggi la rete ha un sito internet proprio, con l’elenco degli ambasciatori e le finalità del progetto.

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