Amsterdam si prepara a ballare e a discutere il futuro della musica elettronica

Un planetario, un teatro, una pista da ballo. Per orientarsi nell’Amsterdam Dance Event bisogna prima scegliere che cosa si vuole ascoltare, poi decidere in quale versione della città farlo. Dal 21 al 25 ottobre, Amsterdam tornerà a mettere insieme il pubblico dei club e chi, con quella musica, lavora: artisti, produttori, organizzatori, manager. Cinque giorni durante i quali un concerto e una discussione sul futuro dell’industria possono finire nella stessa agenda.
L’occasione è il trentennale di ADE. Nel secondo annuncio, diffuso il primo settembre, gli organizzatori avevano già superato i millecinquecento artisti confermati, indicando un programma finale previsto di oltre tremilatrecento nomi in più di duecento luoghi. Tra le presenze annunciate, Âme, Ben Klock, HAAi, Maceo Plex, Todd Terry e DJ Stingray 313. Dimensioni che rendono inevitabile una selezione: ciascuno avrà il proprio ADE, con percorsi e appuntamenti diversi. Il secondo annuncio di ADE
A dare una prospettiva al compleanno sarà Jean-Michel Jarre, ospite d’onore dell’edizione. Il 21 ottobre il musicista francese porterà il suo concerto all’AFAS Live; è prevista anche una sua partecipazione ad ADE Pro. Ai trent’anni della manifestazione si affiancano i cinquanta di Oxygène: due anniversari che permettono di osservare quanto sia cambiato il rapporto tra musica elettronica, tecnologia e pubblico. L’annuncio dedicato a Jarre
La sua presenza offre una chiave per leggere il programma. L’elettronica ha ormai una storia abbastanza lunga da poter essere celebrata, ma continua a dipendere dalla capacità di inventare suoni, strumenti e occasioni d’ascolto. Un anniversario riuscito dovrebbe tenere insieme queste due tensioni: riconoscere ciò che è rimasto e lasciare spazio a quello che ancora non si sa bene come chiamare.
Ad Amsterdam questo confronto passerà anche dai luoghi. Het Nationale Ballet e ISH Dance Collective porteranno Swan Lake Remixed for ADE, mentre Boris Acket presenterà l’installazione EINDER. I Dome Concerts torneranno all’ARTIS Planetarium e si estenderanno alla Fabrique des Lumières, con Max Cooper e Colin Benders tra i protagonisti. Anche l’ARTIS Aquarium entrerà nel programma, con un’esperienza sonora in 4DSOUND. Sul versante dei grandi appuntamenti, sono annunciati Eric Prydz al Gashouder e Paul Kalkbrenner al Theater Amsterdam. Il programma annunciato
Passare da un club a un planetario cambia il modo di stare davanti alla musica. Cambiano l’attenzione, la distanza dagli altri, il rapporto tra ciò che si sente e ciò che si guarda. È su queste differenze che un festival diffuso può costruire qualcosa di più interessante della semplice moltiplicazione degli eventi. La città mette a disposizione spazi diversi; gli artisti devono trovare il modo di abitarli.
Il trentennale proverà anche a dare strumenti concreti a questa discussione. Durante ADE Pro sarà presentato il Nighttime Culture Index, realizzato con VibeLab: un progetto che intende misurare la vitalità culturale della notte. La prima edizione prenderà in considerazione Amsterdam, Lagos, New York, San Paolo, Seoul e Sydney, osservando aspetti come rappresentanza, comunità, spazi, politiche pubbliche e sostenibilità. I risultati saranno raccolti in una piattaforma pubblica e in un rapporto.
La domanda merita attenzione anche fuori dai confini olandesi. Quando si parla di vita notturna, gli incassi e le presenze offrono misure immediate. Più difficile capire quali possibilità abbia un artista agli inizi, quanto sia accessibile uno spazio, chi si senta accolto e chi resti fuori. Eppure è anche da queste condizioni che dipende la musica che ascolteremo tra qualche anno.
ADE arriva così al suo compleanno con una questione aperta: come continuare a crescere lasciando spazio alla scoperta. I grandi nomi daranno al pubblico molti motivi per esserci. La parte più interessante potrebbe trovarsi nel tragitto tra un appuntamento e l’altro, quando si decide di cambiare programma, entrare in una sala diversa e ascoltare qualcuno che non si conosceva.
A trent’anni, anche un festival dovrebbe potersi permettere di non sapere già tutto.
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