Anthropic vale mille miliardi, la corsa dell’IA è senza freni

Dario Amodei ha un problema di credibilità, nel senso più letterale del termine: è difficile credergli. Non perché dica cose false, ma perché continua a ripetere – con metodica stucchevole che l’intelligenza artificiale è pericolosa e va regolamentata.
Lo fa, ma da una posizione che da ieri è, quantomeno, bizzarra. Quella del fondatore e del ceo della startup di intelligenza artificiale che vale di più al mondo. Anthropic ha comunicato di aver chiuso un round di finanziamento da sessantacinque miliardi di dollari che porta la valutazione della società a sfiorare i mille miliardi e questo proprio all’indomani della pubblicazione dell’enciclica di Papa Leone XIV, presentata dal pontefice in Vaticano con a fianco uno dei co-fondatori della “madre” di Claude.
È proprio quest’ultimo, Claude, il modello linguistico agentico sviluppato dalla azienda di San Francisco che le ha permesso di triplicare il proprio valore in soli tre mesi, sorpassando OpenAI (che si ferma a 852 miliardi) come start-up a più alta valutazione della storia. Anthropic è stata fondata nel 2021 e ha impiegato solo cinque anni a mettersi alle spalle la concorrente da cui era nata, con la fuoriuscita di Amodei e altri sei ingegneri e informatici in disaccordo con le scelte di Sam Altman. In pratica, come vincere il Tour de France cominciando a correre una settimana dopo degli avversari.
A guidare il round ci sono nomi di primo piano a Wall Street – Greenoaks Capital, Sequoia, Altimeter, Dragoneer -, ma la vera notizia sono i nuovi investitori strategici, e cioè Samsung, Micron, SK Hynix, producono di chip e memorie. Non banchieri o venture capitalist, ma altri costruttori del settore tecnoligico che puntano su Anthropic e al tempo stesso sono pronti a fornirle cioè che più le è mancato in questa fase di repentino sviluppo, la capacità di calcolo, l’accesso all’infrastruttura fisica dell’IA.
La ragione del sorpasso è prettamente commerciale. Da novembre scorso, dopo la comparsa di Claude Code, centinaia di aziende hanno firmato contratti per poterlo utilizzare. Il nuovo modello, soprattutto, non smette di migliorarsi: l’ultimo sviluppo appena lanciato – Claude Opus 4.8 – eccelle nel vibecoding, cioè nella capacità di generare software funzionante a partire da istruzioni scritte in linguaggio naturale, come se si stesse spiegando a un collega che cosa fare invece di produrne il codice una riga dopo l’altra.
Ma la storia di Anthropic è anche, e forse soprattutto, una storia di posizionamento. Mentre OpenAI stringeva accordi con il Pentagono, Amodei andava al Congresso a chiedere regolamentazione, litigava pubblicamente con il Dipartimento della Difesa sull’uso dell’intelligenza artificiale in contesti bellici, collaborava col Papa nella stesura della sua prima enciclica. Una contraddizione che, al momento, sembra funzionare.
Sullo sfondo, resta la corsa alla quotazione in borsa. SpaceX di Elon Musk ha già depositato il prospetto per l’Ipo e arriverà a wall Street il 12 giugno, mentre pensa già alla fusione con Tesla. OpenAI si appresta a farlo in via riservata nelle prossime settimane. Anthropic, secondo fonti vicini all’azienda, starebbe valutando la quotazione entro l’anno. «Claude sta diventando sempre più indispensabile per la nostra crescente comunità globale di clienti e lavoriamo instancabilmente per rendere strumenti come Claude Code e Cowork più utili, più potenti e più adattabili alle loro esigenze», ha dichiarato Krishna Rao, direttore finanziario di Anthropic, nel post sul blog aziendale con cui è stato comunicato il nuovo finanziamento monstre.
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