Antica Gragnano, una necropoli sotto il regno della pasta

17 Luglio 2026 - 08:50
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Antica Gragnano, una necropoli sotto il regno della pasta
A Gragnano, la città che tutto il mondo identifica con la pasta, il passato ha deciso di riaffiorare nel luogo più inaspettato: sotto il Pastificio Garofalo.

Durante i lavori di ampliamento dello stabilimento di Via dei Pastai è emersa una necropoli arcaica risalente alla prima metà del VI secolo a.C., un ritrovamento che promette di riscrivere una parte della storia più antica del territorio.

La scoperta è avvenuta nell’ambito delle attività di archeologia preventiva coordinate dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, con gli scavi affidati a Geomed Srl. I risultati della campagna 2025-2026 sono stati presentati proprio all’interno del pastificio, dove archeologi e istituzioni hanno illustrato il valore scientifico di un sito che si è conservato in condizioni eccezionali.

A rendere unico il ritrovamento non sono soltanto le sepolture. Alcune casse funerarie in tufo hanno infatti protetto materiali organici che normalmente il tempo cancella: frammenti di tessuti, oggetti in legno e persino cestini intrecciati. Reperti preziosi che permetteranno agli studiosi di ricostruire aspetti della vita quotidiana, delle pratiche funerarie e dell’organizzazione sociale delle comunità che abitavano quest’area quasi 2.600 anni fa.

Sorprendono anche i corredi funerari, che raccontano una storia fatta di commerci e incontri tra culture diverse. Tra gli oggetti rinvenuti figurano scarabei egizi provenienti da Naukratis, ambre lavorate a forma di animali, manufatti in argento e bronzo di produzione etrusca. Indizi concreti di quanto l’antico territorio di Gragnano fosse inserito nelle grandi rotte commerciali del Mediterraneo, crocevia tra il mondo greco, quello etrusco e l’Egitto.

La scoperta aggiunge così un nuovo tassello alla storia di Gragnano, conosciuta oggi soprattutto come capitale della pasta, ma con radici molto più profonde. Un territorio che già in epoca arcaica occupava una posizione strategica, capace di attrarre uomini, merci e culture.

L’occasione è nata grazie ai lavori di ampliamento del Pastificio Garofalo, trasformando un intervento industriale in un’importante opportunità di ricerca. Un esempio concreto di come sviluppo produttivo e tutela del patrimonio possano procedere insieme, consentendo di riportare alla luce una memoria che appartiene all’intera comunità.

«Accogliere una scoperta di questa portata all’interno del Pastificio Garofalo è per noi motivo di grande orgoglio e di profondo senso di responsabilità», ha dichiarato l’amministratore delegato Massimo Menna. «Crediamo che fare impresa significhi anche prendersi cura dei luoghi in cui si opera, contribuendo alla loro conoscenza e valorizzazione».

Il lavoro degli archeologi, intanto, è tutt’altro che concluso. La ricerca proseguirà con analisi bioarcheologiche e archeometriche sui reperti e sui resti umani rinvenuti, nel tentativo di ricostruire alimentazione, mobilità e condizioni di vita delle popolazioni che vivevano in quest’area oltre venticinque secoli fa.

Per chi visita Gragnano, questa scoperta aggiunge un motivo in più per guardare oltre i celebri pastifici e le trafile in bronzo. Perché, a volte, la storia più sorprendente non è quella che si trova nei musei, ma quella che riaffiora proprio sotto i luoghi dove la tradizione continua a vivere ogni giorno.

Foto dell’ufficio stampa.

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