Anticipo TFR: l'accordo con le banche scade mentre i tassi salgono

04 Settembre 2026 - 11:55
0

lentepubblica.it

Un dipendente pubblico che si avvicina alla pensione oggi si trova davanti a un’alternativa piuttosto scomoda: aspettare anni per ricevere il TFR/TFS, oppure rivolgersi a una banca per un anticipo che, rispetto a sei anni fa, costa quasi quattro volte tanto.


Nel frattempo l’accordo quadro che regola proprio questo tipo di finanziamento sta per scadere e la riforma strutturale promessa dal legislatore è ancora tutta da scrivere.

Il prestito ponte costa sempre di più

Chi decide di non attendere la liquidazione può chiedere un anticipo bancario fino a 45.000 euro, con garanzia pubblica prevista dal d.l. n. 4 del 2019. Una soluzione pensata per chi non vuole, o non può, aspettare il pagamento differito tipico del pubblico impiego, del quale lentepubblica.it si è già occupata spiegando come le segnalazioni creditizie possano condizionare l’accesso al tasso agevolato.

Il problema è che il costo di questo prestito dipende dal rendistato, l’indice su cui le banche calcolano gli interessi applicati. Sei anni fa viaggiava sotto l’1%, per cui chiedere l’anticipo aveva quasi sempre senso. A luglio, secondo l’ultimo bollettino di Bankitalia, il rendistato generale ha toccato il 3,508%, contro il 3% di inizio anno. Su un prestito da 45.000 euro la spesa per interessi può avvicinarsi ai 2.000 euro, una cifra che pochi anni fa sarebbe stata impensabile per lo stesso importo.

L’accordo quadro con le banche

A complicare il quadro arriva la scadenza dell’accordo quadro tra lo Stato e gli istituti di credito, prorogato per due anni nel settembre 2024 con un decreto del ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. Oggi le banche che aderiscono sono rimaste otto, quasi tutte di credito cooperativo, con UniCredit unico grande gruppo ancora presente nell’elenco consultabile sul portale del Dipartimento della funzione pubblica. Altri istituti si sono progressivamente defilati, segno che l’operazione ha smesso di convenire anche a chi la offre.

Il termine scende da 12 a 9 mesi, ma non per tutti

Sotto il profilo della liquidazione ordinaria qualcosa si muove, anche se in modo parziale. Dal 2027 il termine iniziale per il pagamento del TFR/TFS passerà da 12 a 9 mesi, ma solo per chi matura i requisiti pensionistici da quella data, come chiarito dalla circolare dell’INPS che ha individuato platea e decorrenza della novità. Restano fuori dalla riduzione le dimissioni volontarie, il licenziamento e diverse altre causali di cessazione, che continuano a seguire i tempi più lunghi già in vigore.

Il 14 gennaio 2027: la data fondamentale

Proprio quella soglia temporale coincide con l’appuntamento fissato dalla Corte costituzionale. Con l’ordinanza n. 25 del 2026, depositata il 5 marzo, la Consulta ha richiamato il Parlamento chiedendo un intervento organico, capace di superare in modo definitivo, anche se graduale, i differimenti e le rateizzazioni che oggi allungano i tempi di pagamento del TFR/TFS. Un richiamo che arriva nonostante i moniti già espressi con le sentenze n. 159 del 2019 e n. 130 del 2023, entrambe originate dai ricorsi promossi da Confsal-UNSA.

La posizione del sindacato

Sul tema è tornato di recente Massimo Battaglia, segretario generale di Confsal-UNSA, in un editoriale pubblicato su PaMagazine nel corso dell’estate. Il suo ragionamento parte da un punto semplice: l’importo dovuto conta, ma conta altrettanto il momento in cui arriva, perché un pagamento troppo lontano nel tempo finisce per svuotare di significato il diritto già maturato.

Cosa cambia per chi valuta l’anticipo

Per chi si trova a decidere se ricorrere al prestito bancario, la combinazione tra tassi più alti e accordo quadro in scadenza rende la scelta meno scontata rispetto al passato. Vale la pena ricordare che l’importo massimo cedibile resta legato alla soglia di 45.000 euro, che la liquidazione ordinaria continua a seguire la rateizzazione in una, due o tre quote a seconda dell’ammontare complessivo e che verificare la propria posizione presso le centrali rischi resta un passaggio decisivo prima di presentare domanda.

The post Anticipo TFR: l'accordo con le banche scade mentre i tassi salgono appeared first on lentepubblica.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User